HomeAltre NotizieCosa mia: La Cgil chiede l'introduzione di strumenti pubblici per l'impiego della...

Cosa mia: La Cgil chiede l’introduzione di strumenti pubblici per l’impiego della manodopera

Pubblicato il

Riceviamo e pubblichiamo:

L’incessante lavoro da parte della magistratura ,che oggi ha portato al sequestro dei beni illecitamente acquisiti da parte di soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta nella operazione Cosa mia rappresenta un altro colpo che si infligge a quelle famiglie che avevano fortemente condizionato i lavori di ammodernamento della SA/RC.

E’ una bella e significativa affermazione dello stato nella lotta di contrasto alle mafie.

Va perciò tutto il nostro apprezzamento per il lavoro svolto dalle forze di polizia e dalla magistratura che, con grande impegno e sacrificio hanno consentito questo importante risultato.

Riteniamo come Cgil e Fillea della Piana che il valore di questi provvedimenti sta nel fatto che fa crescere tra i cittadini la fiducia nei confronti dello stato e delle istituzioni aumentando la consapevolezza che sconfiggere la ndrangheta si può ed il cambiamento è possibile.

Nello stesso tempo, purtroppo, bisogna registrare i forti ritardi della politica nell’apportare riforme strutturali nelle procedure di affidamento dei lavori e degli appalti in grado di prevenire e arginare le infiltrazioni e il penetrare degli interessi della criminalità e in particolare delle cosche.

Come diciamo, ormai da troppo tempo, non è più accettabile che il sistema dei subappalti e della frammentazione degli affidamenti consenta in ogni territorio l’egemonia e il controllo da parte delle criminalità organizzata.

Senza interventi legislativi che introducano strumenti strutturali di prevenzione, anche gli importati protocolli di legalità siglati dalle parti sociali rischiano di non produrre gli effetti sperati.

Come Cgil e Fillea, inoltre, continuiamo a chiedere con forza, che tutte le procedure di avviamento al lavoro vengano sottratte dalla sfera degli interessi della ndrangheta.

Ciò sarebbe possibile attraverso l’introduzione di strumenti pubblici di controllo dell’impiego di manodopera.

Ciò servirebbe anche a dare dignità al lavoro, facendolo uscire dalla mercificazione, dalla clientela e, soprattutto, colpirebbe le cosche facendole venir meno il consenso sociale che sta alla base della loro forza.

Non per nulla gli stessi magistrati inquirenti hanno più volte fatto notare nel corso di questi anni che una delle forme più potenti che esercita la ‘ndrangheta sul territorio è la gestione illecita del mercato del lavoro.

Segr. gen. Cgil Gioia Tauro
Nino Costantino

Segr.gen Fillea Gioia Tauro
Mina Papasidero

Ultimi Articoli

I giovani di Cinquefrondi in udienza dal Papa

Venerdì 19 Aprile i giovani della Parrocchia San Michele Arcangelo di Cinquefrondi incontreranno Papa...

Due studenti del “Piria” di Rosarno fra le eccellenze calabresi a Bruxelles

Si è conclusa con grande successo la prima edizione dell'iniziativa promossa dalla Regione Calabria

Ok in Consiglio Metropolitano a variazioni di bilancio per il Villaggio della Solidarietà di San Ferdinando

Disco verde anche per il finanziamento per un progetto con l'AgID e il sostegno al Torneo di calcio a 5 delle Regioni

Operazione “Game over”: smantellata una rete di spacciatori nella Piana

L’operazione è dei carabinieri della compagnia di Taurianova

141 milioni per il definitivo dell’ospedale della Piana. Mattiani: «Grazie a Occhiuto per il lavoro incessante»

Un decreto del commissario ad acta stanza un'importante somma da destinare all'opera attesa da più di un decennio

Gli alunni dell’IC San Francesco di Palmi nominati ANAS Ambassador

La scuola ha aderito a un progetto di educazione stradale accreditato al Ministero

Ranuccio: «Sul tema dell’ospedale sono schierato accanto al presidente Occhiuto»

Il sindaco di Palmi commenta lo stanziamento di fondi per il progetto definitivo della struttura sanitaria attuato tramite decreto del commissario ad acta