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Cittanova, una Via Crucis per la pace: gli studenti del “Guerrisi-Gerace” contro guerra e violenza

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Una Via Crucis per invocare una pace “disarmata e disarmante”, capace di parlare ai giovani e attraversare le coscienze. È quella organizzata mercoledì 1° aprile dalla comunità scolastica del Polo Liceale “M. Guerrisi – V. Gerace” di Cittanova, che ha raccolto l’accorato appello di Papa Leone XIV trasformandolo in un’esperienza condivisa di preghiera e riflessione sui valori della solidarietà e della giustizia universale.

L’iniziativa, fortemente voluta dalla dirigente scolastica Clelia Bruzzì e coordinata dalla docente di religione Pasqualina Ierace, ha visto la partecipazione del vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, monsignor Giuseppe Alberti. Presenti anche don Pino Demasi, referente di Libera, e una famiglia di profughi afghani, la cui testimonianza ha dato un volto concreto ai drammi evocati durante il percorso.

A colpire è stato in particolare il racconto di Shiraqa Sarwary, che ha ripercorso le persecuzioni subite sotto il regime dei Talebani e il difficile cammino verso la salvezza, fino all’accoglienza a Cittanova, dove la famiglia ha potuto finalmente ricongiungersi. Una storia che ha reso tangibile il significato delle parole e dei gesti messi in scena dagli studenti.

Protagonisti assoluti, infatti, sono stati gli alunni dei diversi indirizzi del Polo, che hanno animato le stazioni della Via Crucis attraverso performance, letture e coreografie, dando voce a un dissenso corale contro le logiche di guerra e le ingiustizie che colpiscono i più deboli. “La gente semplice, coloro che non contano nelle decisioni”, è stata più volte evocata come prima vittima dei conflitti.

L’apertura è stata affidata alle note di Stella Stellina di Ermal Meta, scelta per ricordare come “le prime vittime della guerra sono sempre i bambini”. Un tema ripreso anche nelle riflessioni successive, che hanno interrogato i presenti su una possibile assuefazione al dolore dei più piccoli.

Momenti di forte intensità emotiva si sono alternati lungo il percorso: dalla canzone originale di una studentessa del Liceo Scientifico, dedicata alle tragedie del mare, alla quarta stazione – “Gesù incontra la Madre” – animata dalle alunne del Liceo Sportivo sulle note di Desolata del Gen Rosso, in memoria delle madri che perdono i propri figli.

Il tema della violenza di genere è stato invece al centro di una delle stazioni curate dal Liceo Artistico, con scarpe e abiti rossi a simboleggiare le vittime di femminicidio, accompagnati dal brano Mariposa di Fiorella Mannoia. Ancora gli studenti dell’Artistico hanno realizzato installazioni con segnali stradali per la decima stazione, sulle note di Disubbidire, sempre di Mannoia.

Significative anche le letture drammatizzate degli alunni del Liceo Classico, tratte dal Documento sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi, mentre il celebre discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King Jr., proclamato in inglese da tre studenti del Liceo Scientifico, ha chiuso il momento di preghiera e riflessione.

Le meditazioni del vescovo Alberti hanno accompagnato l’intero percorso, ricordando come la pace sia una costruzione quotidiana: “in famiglia, a scuola, al lavoro, nei campi di calcio, dovunque”. Un richiamo concreto alla responsabilità individuale, sintetizzato in un’immagine semplice ma potente: “Se c’è uno studente che prova ad uccidere una prof, ce n’è un altro che la soccorre”.

A concludere l’iniziativa è stata la dirigente scolastica, che ha sottolineato il valore formativo di esperienze di questo tipo: un invito, soprattutto nel tempo pasquale, a tradurre la riflessione in impegno personale, orientato all’accoglienza e alla cura degli altri, in particolare dei più fragili.