domenica, 22 Marzo, 2026
11 C
Palmi
Home Cronaca Cittanova, in manette per estorsione tre esponenti della famiglia Facchineri

Cittanova, in manette per estorsione tre esponenti della famiglia Facchineri

0
3655

conferenza stampa creazzo baronePALMI – Sono bastati poco più di due mesi di attività investigativa agli inquirenti per capire che dietro quei numeri si nascondeva un’estorsione e che quell’uomo, sospettato inizialmente di occultamento di armi e in seguito di usura, era in realtà una vittima.

Così questa mattina all’alba sono scattate le manette ai polsi per tre persone di Cittanova, intranee al clan dei Facchineri, considerati i presunti estorsori. Si tratta dei fratelli Giuseppe e Salvatore Facchineri e della madre Caterina Facchineri, arrestati con la pesante accusa di estorsione ai danni di un allevatore di Cittanova.

FACCHINERI

Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Giulio di Gregorio, su richiesta del pubblico ministero Gianluca Gelso, sono stati i carabinieri della compagnia di Taurianova e della stazione di Cittanova, supportati dai militari dello squadrone eliportato Cacciatori di Calabria.

I particolare dell’attività investigativa sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa conclusasi poco fa in Procura a Palmi, alla quale erano presenti il Procuratore capo Giuseppe Creazzo, il comandante della compagnia dei carabinieri di Tauriamova Francesco Barone ed il tenente Maurizio Blasa, comandante del nucleo operativo.

«Gli arresti sono scaturiti da una perquisizione in casa di un allevatore di bovini di Cittanova, eseguita dai carabinieri circa due mesi fa – ha spiegato Creazzo – I militari, particolarmente attenti, hanno notato che l’uomo nascondeva dei fogli con numeri. La sagacia degli inquirenti ha quindi portato a volerne capire di più, e per questo motivo è nata un’attività d’indagine terminata con l’emissione della misura cautelare per i tre Fcchineri».

L’allevatore era stato inizialmente ritenuto un estorsore ma ha subito confessato di essere vittima da anni delle angherie dei Facchineri. Tutto è iniziato con la compravendita di bovini avvenuta nel 2009. 10mila euro il valore dell’operazione che l’allevatore ha pagato subito. Ai Facchineri però quei soldi forse non bastavano e per questo dal 2009 hanno preso di mira l’uomo, che in quasi 5 anni ha versato alla famiglia 24mila euro.

«L’operazione si è conclusa in tempi brevi – ha spiegato il capitano Barone – perché dal giorno della perquisizione agli arresti sono passati due mesi circa, nel corso dei quali abbiamo scoperto che l’allevatore era vittima di minacce da parte dei Facchineri che volevano da lui soldi. Siamo stati colpiti dal fatto che l’uomo non sapesse spiegare bene i rapporti con queste persone che riteniamo appartenenti ad una famiglia malavitosa del territorio».

A perpetrare le minacce erano perlopiù Caterina Facchineri ed il figlio Giuseppe; Salvatore avrebbe agito solo in un primo momento, vale a dire prima dell’arresto avvenuto negli anni scorsi per altri reati.

«La vittima non ha denunciato l’estorsione e per questo motivo ha trascorso diversi anni con la paura di minacce e pressioni da parte della famiglia Facchineri – ha spiegato Blasa – L’uomo spesso non poteva recarsi a lavorare perché impedito da queste persone, era pressato ed intimorito. Per questo chiediamo alle tante vittime di questa piaga di denunciare, perché la giustizia arriva in loro aituo».