Caporalato, scoperta masseria degli orrori a Melicucco

All'interno vivevano decine di immigrati regolari, in condizioni igieniche precarie. Denunciate tre persone

Costringevano un gruppo di migranti a vivere in condizioni igienico-sanitarie più che precarie, in due stanzoni di una masseria all’interno dei quali vi erano, ammassati, materassi e brandine, illuminati da lampadine collegate a fili dell’elettricità scoperti.

Sono stati scoperti e denunciati dagli uomini della II Sezione della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del personale del Commissariato di Gioia Tauro, su disposizione del Tribunale di Palmi che ha coordinato le indagini.

Si tratta di due persone di Melicucco, una delle quali proprietaria dell’immobile, e di un uomo del Burkina Faso, che avrebbe svolto il ruolo di caporale, reclutando la mano d’opera per il lavoro nei campi.

La masseria si trova in località San Fili di Melicucco, in piena campagna pianigiana.

I migranti, tutti provenienti dall’Africa, giunti in Italia con sbarchi umanitari regolari, venivano fatti alloggiare in due enormi stanze sporche e malconce; disponevano di servizi igienici in condivisione all’aperto, nei pressi di un fienile, tra i maiali e le galline. La loro cucina era un garage dove si districavano tra bombole del gas e fornelli, con seri rischi per l’incolumità.

Nel corso delle indagini, iniziate nel mese di Novembre dello scorso anno, gli agenti di polizia hanno richiesto più volte l’intervento dell’Asp di Reggio Calabria, a causa delle condizioni igienico-sanitarie precarie.

È stato riscontrato che il caporale del Burkina Faso viveva all’interno della masseria, ma in una stanza autonoma assieme alla moglie; ogni mattina all’alba l’uomo si occupava di reclutare la manodopera e di portarla nei campi a bordo di un furgone bianco, e di ricondurla all’interno della masseria nel tardo pomeriggio.

Su disposizione della Procura sono stati apposti i sigilli alla masseria ed i braccianti sono stati ospitati nella nuova Tendopoli di San Ferdinando. I due uomini di Melicucco e l’uomo del Burkina Faso sono invece stati denunciati.