Domenica 9 novembre, in occasione della Giornata Nazionale dell’Agricoltura, oltre 50 dimore storiche hanno aperto le porte ai visitatori per far vedere come attraverso l’agricoltura, l’enoturismo e la valorizzazione del patrimonio artistico, contribuiscono ogni giorno allo sviluppo economico e culturale delle comunità italiane
Tra le 50 dimore storiche protagoniste dell’ iniziativa “Coltiviamo la Cultura – Festa dell’Agricoltura nelle Dimore Storiche”, promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS un ruolo importante l’ha avuto la tenuta Acton di Leporano a Cannavà di Rizziconi
Tante le attività che si sono svolte come degustazioni, laboratori, mercatini, workshop e tanto altro.

Cannavà, nobile e grazioso borgo di origini settecentesche, è costituito dalla villa agricola dei principi Acton, comprensiva di masseria, cappella e dipendenze varie (risalente al XVIII secolo).
Nella graziosa chiesetta di Santa Teresa di Gesù Bambino, costruita da artigiani napoletani, è custodito un meraviglioso dipinto del De Matteis.
Il borgo è stato edificato nel ‘700 dai nobili del tempo (I duchi di Cardinale – origine borbonica) allo scopo di coltivare la canapa, da cui la derivazione del nome Cannavà, ed è stato realizzato secondo l’architettura dell’era feudale: la piazzetta con due palazzi signorili(l’altro apparteneva ai principi Colonna) e intorno le piccole case, abitate dai contadini alle dipendenze del feudo.
Tantissime erano le famiglie alle dipendenze del feudo, che negli anni 50 hanno intrapreso la via dell’emigrazione in cerca di fortuna.
Al centro della piazzetta dei meravigliosi alberi, testimoni silenti del tempo passato.
Cannavà, fu poi trasmesso in eredità per linea femminile ai Principi Acton di Leporano, di cui è doveroso ricordare Sir John Acton , capostipite del ramo italiano di questa nobile famiglia inglese, trasferitosi a Napoli per riorganizzare la flotta borbonica.
Fu Ministro del Regno delle due Sicilie e stretto consigliere del Re Ferdinando IV.
La famiglia continuò la sua tradizione marinaresca e anche sotto lo stato unitario, ai primi del novecento, un Ferdinando Acton principe di Leporano, fu Ministro della Marina Italiana.
Il comandante Francesco Acton, un suo nipote, fu decorato con due medaglie d’argento nella seconda guerra mondiale, per azioni valorose a bordo del suo sommergibile.
La Masseria era stata commissionata dalla principessa Maria Antonia Grimaldi-Serra di Gerace all’architetto Giusepe Porco tra il 1822 e il 1825.
Cannavà, oggi grazie alla sapiente Amministrazione di Maria Eleonora Acton di Leporano, del marito Pier Luigi Taccone, coadiuvati del figlio Pietro Taccone e della moglie Maria Elisabetta Biffis, conserva il suo patrimonio artistico rurale.
Quasi tutte le casette dei contadini sono state ripristinate e ristrutturate seguendo il criterio originale, dove si possono trascorrere momenti paradisiaci a contatto con la bellezza del territorio, i sapori e anche praticare Yoga grazie alla maestra Maria Elisabetta Biffis.
L’azienda agricola, che conta 300 ettari e ha sviluppato nuove tecniche agricole, compiuto ricerche e realizzato coltivazioni che valorizzano il territorio con il loro livello qualitativo.
Meravigliosi uliveti, dove si trova l’ ottobratica un’oliva che viene raccolta nel mese di ottobre, la Roggianella, la Cassanese, la Nociara, il Leccino e la Cannavà, quest’ultima un vero e proprio fiore all’occhiello dell’azienda Acton.
Nella coltivazione delle olive, sono state introdotte nuove tecnologie che hanno permesso di eseguire, anche su alberi di imponenti dimensioni, attraverso l’ausilio di grosse macchine scuotitrici, una raccolta totalmente meccanica, ottenendo oli extra vergini di notevole qualità. L’azienda ha inoltre realizzato trasformazioni varietali con cultivar di olivo autoctone e non, ottenendo una serie di oli di differenti tipologie, estratti in purezza e distinti per singola varietà.
Oggi l’azienda sta incrementando un’ olivicoltura innovativa, con piante autoctone di dimensioni più contenute, facilmente meccanizzabili.
Grande attenzione è dedicata alla sopravvivenza delle straordinarie piante centenarie esistenti, quale simbolo della bellezza e della unicità della olivicoltura di un tempo.
Le lattine e le bottiglie dell’olio di Cannavà arrivano in tutta Italia e all’estero, in particolare in Germania, in Inghilterra e in Francia.
Negli ultimi anni è stata introdotta la coltivazione del Kiwi.
Inizialmente la varietà Hayward che è quella più comune, verde.
Recentemente il kiwi giallo, di polpa gialla, quindi più appetibile, più buono.
Un prodotto di eccellenza apprezzato e ricercato.
Una storia, quella di Cannavà che profuma di sogno e nobiltà, di profumi e di sapori che hanno incantato i numerosi visitatori presenti.
Grande soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa da Pietro Taccone Acton, da Maria Elisabetta Biffis, presidente A.D.S.I. Calabria e da Angelo Politi, direttore di Confagricoltura Calabria.



