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Armi siriane: la Cgil denuncia “l’impazzimento della politica”

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Riceviamo e pubblichiamo:
cape rayCi sembra che la vicenda del trasbordo delle armi siriane stia facendo perdere la lucidità a pezzi della politica. Abbiamo assistito dapprima a prese di posizione irrazionali, poi ad affermazioni prive di qualsiasi fondo di verità.

Adesso si arriva persino al paradosso. Da una parte ci sono 15 europarlamentari del centro-destra che chiedono a Letta di portare la Concordia a Gioia Tauro per farla smontare nel porto.

Vorremmo ricordare agli europarlamentari che Gioia non è un cantiere navale ma un porto di trashipment che in questa vocazione va rafforzato, collegandolo alla logistica ed all’insediamento industriale nel retro porto.

Gli europarlamentari prima di fare proposte come questa dovrebbero sapere che l’occupazione di parte delle banchine da parte della Concordia penalizzerebbe invece i traffici delle merci nel porto gioiese facendo aumentare persino la cassa integrazione.

Dall’altra, continuiamo ad assistere a manifestazioni promosse dai sindaci per esprimere contrarietà all’operazione delle armi chimiche nel mentre gli stessi non esprimono nemmeno una parola rispetto alla denuncia coraggiosa e forte da parte del Procuratore della Repubblica di Reggio, Cafiero de Raho, sull’interramento dei veleni tossici su cui fanno profitti le ndrine e che ammazzano, quelli sì, l’ambiente e la salute dei cittadini.

C’è un impazzimento della politica, ma i cittadini, come a volte accade, sono più avanti delle loro classi dirigenti.

Noi continuiamo a richiamare tutti alla responsabilità ed alla razionalità ed anche a proporre soluzioni in grado di dare una prospettiva di sviluppo al porto di Gioia Tauro. E fino ad oggi su questo c’è una responsabilità dei governi nazionale e regionale e di parte delle amministrazioni locali.
30 gennaio 2014

Michele Gravano Segretario generale CGIL Calabria
Nino Costantino Segretario generale CGIL Gioia Tauro