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All’industriale di Polistena onorata la giornata contro la violenza sulle donne

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POLISTENA – Perché esiste la violenza di genere, la sopraffazione, il sopruso a danno delle donne; quali sono gli strumenti che la società civile deve utilizzare per emarginare quella che diviene sempre più una piaga sociale. E ancora la necessità di denunciare con forza e coraggio già a partire dai cosiddetti “comportamenti spia” che preannunciano il disegno criminoso di chi si rende colpevole dei fatti di femminicidio.

Questi e molti altri gli spunti forniti dai relatori intervenuti al convegno che si è tenuto ieri mattina all’Istituto tecnico industriale “Conte” di Polistena, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

L’evento, come ha sottolineato il preside Franco Mileto, si inserisce in un progetto più ampio, denominato “Amare…dal dire al fare” che vedrà i ragazzi impegnati, per tutto l’anno scolastico, ad affrontare tematiche di interesse sociale allo scopo di diffondere una coscienza collettiva libera da pregiudizi, differenze e prepotenze.

“Scomodarsi e scomodare” le parole cardine dell’intervento di suor Angela Paglione, che ha tenuto a sottolineare l’efficacia dei servizi che il territorio mette a disposizione a tutela delle donne vittime di uomini anaffettivi.

Ne è emersa la necessità di superare individualismi e indifferenze lasciando il passo alle fruttuose collaborazioni tra enti, istituzioni ed organismi associativi.

Uno sguardo, inoltre, all’evoluzione legislativa intervenuta sui temi del femminicidio e della violenza contro le donne, da parte degli avvocati Simona Carlo e Rosalba Sciarrone. Sebbene, vi siano stati particolari innovazioni in materia, ha spiegato l’avvocato Sciarron, la strada da percorrere è ancora molto lunga. Il legislatore si limita a trasmettere un messaggio con la norma ma non si è preoccupato di apprestare gli strumenti atti alla prevenzione di tali fenomeni e la repressione da sola non può bastare.

Alla criminologa Angela Tibullo, il compito di specificare per grandi linee l’iter criminoso che precede l’omicidio della vittima e l’importanza del ruolo di supporto che rivestono gli enti sul territorio.

La psicologa Franca Ieranò, esperta di problematiche giovanili, ha sottolineato l’importanza di inserire nei programmi scolastici l’educazione sentimentale come una strada diretta alla eliminazione di ogni forma di violenza.

Ha concluso il sociologo Francesco Rao che dal 2007 gestisce lo sportello ascolto dell’istituto industriale di Polistena, quotidianamente a disposizione degli studenti e delle loro famiglie.