GIOIA TAURO (8 settembre 2011) – Aveva preferito il volontariato al posto sicuro presso il Porto di Gioia Tauro Francesco Azzarà, il giovane calabrese volontario di Emergency, catturato a Nyala nel Sud Darfur.
Adesso l’Autorità Portuale aderisce alla campagna per la sua liberazione, installando un mega striscione nel gate di accesso allo scalo.
Azzarà nel 2004 ha lavorato nel porto di Gioia: “tra le sue esperienze professionali- così come riporta una nota dell’Authority – che lo hanno visto presente in varie parti del mondo, Francesco si è impegnato all’interno dello scalo calabrese con la stessa passione che ha contraddistinto ogni sua attività. Un’esperienza che, certamente, ha contribuito ad arricchire il suo percorso di crescita umana ma anche professionale”.
Nello scalo leader del transhipment, Azzarà si è occupato dell’organizzazione dei turni di arrivo e partenza delle grandi navi container, giunte a Gioia Tauro dopo aver attraversato le linee di navigazione internazionali all’interno del circuito del Mediterraneo.
“Quelle stesse che, adesso, simbolicamente dovranno essere ripercorse dall’appello che, dallo scalo portuale calabrese, riparte con forza per rinvigorire la richiesta di una sua pronta e celere liberazione. Da oggi, infatti, nella sempre più ricca catena di solidarietà che si è stretta intorno alla famiglia Azzarà, si è aggiunto un nuovo anello: quello dell’Autorità portuale di Gioia Tauro e della Calabria che, su impulso del presidente Giovanni Grimaldi e del segretario generale Salvatore Silvestri, ha inteso manifestare la propria vicinanza per contribuire, altresì, a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni, impegnate a riportare Francesco a casa”.
Nel sito internet dell’Ente il messaggio a sostegno dell’operatore di Emergency è stato diffuso attraverso la pubblicazione di un banner che si apre al centro dell’homepage.
a.n




