In ricordo di Pina Galante Sofia, esempio di genio femminile

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Ho conosciuto Pina nella scuola elementare dove insegnavo. Ricordo la sua indipendenza di pensiero che mostrava durante le riunioni del collegio docenti. Infatti, Pina non accettava a priori le opinioni altrui e motivava con chiarezza il suo dissenso. Questi momenti vissuti nella comunità scolastica me l’hanno fatta conoscere come donna libera, indipendente, autonoma nelle scelte e nelle opinioni. È questo il primo tratto che ho individuato in lei. Più avanti nel tempo, con la fondazione dell’A.D.I.C. (Associazione Donne Insegnanti Calabresi) siamo state più vicine, per poi divenire, negli ultimi anni amiche e, stimandoci reciprocamente, ci siamo arricchite l’una dell’altra.

Di Pina si possono dire tante cose perché il suo impegno è stato vario: nella cultura, nel lavoro, nell’associazione (fondata da lei e da un gruppo di amiche). È stata validissima insegnante perché negli alunni ha sviluppato la capacità di pensare con la propria testa, di dare posto alla creatività e sviluppare la curiosità che è alla base del sapere e di una vita più piena, e questo per naturale convinzione, più che applicazione dei programmi in vigore.

Ricordo la raccolta da lei ideata (dal titolo: L’orto di patate) che raccoglieva componimenti degli alunni, ottimo espediente per motivare gli apprendimenti.

Pina è stata anche autrice di un libro su Pinocchio, oggi nelle nostre case e in mostra nel paese di Collodi.

Dopo tanti anni è nato il testo “Sapori e memorie”, libro garbato di ricordi di gioventù, episodi vissuti in famiglia e fuori, o in ambiente agreste. E’ un libro che emana il profumo dei cibi di una volta, il rumore dei giochi dell’infanzia, la forza della nostalgia.

La composizione grafica ne fa un testo di facile lettura, accattivante e immediato anche per l’uso del corsivo per distinguere alcuni aspetti.

Nell’occasione dell’uscita del libro, nel 2018, dopo averlo gustato ne ho analizzato temi racconti e stile pubblicando due articoli su “Altalenando”, rubrica dell’A.D.I.C. (prima e dopo l’estate). Del volume ho colto gli aspetti più significativi, mettendo in evidenza anche la parte emotiva e sentimentale, sia vista dall’autrice, sia dal lettore, per le ripercussioni suscitate leggendo.

Pina aveva una cultura vasta, una curiosità che riempiva con libri e riviste e che comunicava alle amiche che da sempre l’attorniavano. Di lei apprezzavo la capacità di ascolto e di sintesi, la chiarezza del pensiero, il senso etico per la persona e la società. Anche fuori dalla scuola permaneva in Pina il senso educante, il desiderio che bambini e adulti potessero cambiare i comportamenti errati se aiutati da una buona guida, con esempi chiari e sicuri e attraverso esperienze capaci di far riflettere.

Concludo ricordando la gioia di Pina quando sapeva che avevo pubblicato qualcosa. Ne aspettava una copia, non si accontentava del testo nel telefonino. Le piaceva ascoltare le mie parole lette dal testo, ma ne esigeva sempre la copia per riflettere da sola.

E io ero felice e lo sono tuttora: sapeva apprezzare e valutare chi aveva di fronte. Non risparmiava i giudizi positivi e senza ipocrisia gratificava con tanti sorrisi…

E ora, grazie a te Pina…

Amalia Frascà

detta Liù