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Mare inquinato: fondamentale il lavoro dei comitati di San Ferdinando e Gioia Tauro

A Gioia chiesto un consiglio comunale aperto dopo i risultati delle analisi. Domani un incontro a San Ferdinando

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Il lavoro di due comitati di cittadini nati spontaneamente in difesa dell’ambiente, della salute e del mare ha consentito al territorio della Piana di fare importanti passi in avanti su questi temi.

I due gruppi sono nati nel mese di luglio a San Ferdinando e a Gioia Tauro.

Dopo numerosi episodi, avvenuti negli anni scorsi, il 12 luglio un gruppo di sanferdinandesi ha organizzato una manifestazione popolare dopo l’ennesimo sversamento di liquami dal canalone di raccolta delle acque meteoriche che sfocia a mare, al confine tra la cittadina e il porto di Gioia Tauro.

La protesta è cresciuta con il passare dei giorni fino al 7 agosto, quando a causa del maltempo si è verificato un nuovo consistente sversamento in mare.

In 38 si sono presentati alla stazione dei carabinieri per denunciare l’accaduto e hanno dato vita formalmente al comitato “7 agosto”. Per venti giorni hanno fatto un presidio permanente a pochi metri dal canalone e sono riusciti a mettere la questione al centro del dibattito e a far partire i lavori di bonifica, dopo aver coinvolto la protezione civile e l’assessorato regionale all’Ambiente.

In quegli stessi giorni pochi chilometri più a sud, sul lungomare di Gioia Tauro un gruppo di gioiesi organizzava una raccolta fondi per finanziare delle analisi indipendenti dell’acqua del mare. L’acqua era sporca e le notizie sullo stato di salute del mare contrastanti.

Le analisi sono state effettuate ed i risultati arrivati nei giorni scorsi sono molto allarmanti, soprattutto in riferimento alla parte finale del torrente Budello. Gli idrocarburi policiclici aromatici, considerati una sostanza pericolosa prioritaria, sono presenti con una concentrazione pari a 18 mg per litro ed il limite previsto è di 0,2. Quest e sostanzesecondo il presidente dell’osservatorio ambientale Arturo Rocca sono “cancerogene, sono il risultato di diverse attività industriali, e possono anche generarsi durante i processi di combustione incompleta”.

E’ addirittura 300 volte superiore al limite la presenza della trielina che appartiene alla classe di solventi organici clorurati, noti per la loro cancerogenicità. Sono sostanze che a causa della loro volatilità possono contaminare le acque superficiali essenzialmente in prossimità dei siti di sversamento.

Alla luce della gravità dei risultati emersi dalle analisi, il comitato gioiese “tutti al mare” ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto in cui discutere della questione e individuare le soluzioni per risolvere il problema.

I due comitati hanno inoltre avviato un percorso comune e organizzato per domani sera alle 19, in piazza Convento a San Ferdinando, un incontro a cui parteciperanno Don Aniello Manganiello e Ferdinando Laghi.