A poche ore dalla partita Italia-Spagna che vede contrapposti i due paesi così come agli Europei di quattro anni fa, il patriottismo comincia a farsi strada anche e soprattutto da parte di quei calabresi che vivono nella penisola iberica, così come per gli spagnoli che vivono nella nostra terra.
Ognuno fa il tifo per la propria nazione e ci si organizza come si può per sintonizzarsi sulla partita che inizia alle 18.
È il caso di due gioiesi che da anni vivono a Madrid, come Marco Mangano e Federica Costa, che la partita la vedranno insieme, e di Lourdes Santisteban, una ragazza di Bilbao che in Calabria ha trovato l’amore e da qui non si è più spostata.
“Mentre 8 anni fa eravamo visti dagli spagnoli come il fratello maggiore da imitare, oggi non è più così”. Esordisce con queste parole Marco, direttore di una società finanziaria, vive a Madrid dal 2010, e di partite non se ne perde neanche una.
“Dopo che ci hanno eliminati ai rigori e distrutti in finale 4 a 0, la sensazione che ho è che ormai non siamo più l’avversario da battere. Anzi, già ragionano sugli avversari successivi. Quattro anni fa, – ha aggiunto – ho commesso l’errore di vedere la partita con gli spagnoli. Mi hanno distrutto!
Tra l’altro sembrano simili spagnoli e italiani ma in realtà non è così. Magari gli spagnoli non si vestono benissimo e sono meno cordiali, ma sono pratici, schietti e diretti. I servizi qui funzionano e le strade sono pulite. Nonostante tutto mi piacerebbe tornare in Italia ma non avrei le stesse possibilità lavorative. Qui c’è più meritocrazia”.
E mentre Marco si organizza per vedere la partita esclusivamente tra italiani, Federica sonda il terreno in giro.
“In realtà io fino ad ora ho seguito molto poco le partite per via dei vari impegni lavorativi, ma oggi non me la perdo per niente al mondo! – ha detto – Ieri, parlando con un signore seduto accanto a me a bordo piscina , mi diceva che l’Italia avrebbe vinto di certo, e che la Spagna non sta andando affatto bene in questi europei.
Credo lo dicesse solo per superstizione! Ma, sebbene questa sia la mia casa da tanti anni, oggi il mio cuore sarà assolutamente tricolore, sul calcio non si scherza”.
Dopo aver fatto l’Erasmus in Spagna Federica ha deciso di trasferirsi lì e adesso sono passati dieci anni.
“Ho lavorato per sette anni in un’azienda traducendo videogiochi in italiano, – ha raccontato – poi la crisi pazzesca che ha colpito la Spagna non ha risparmiato il mio posto di lavoro, dunque mi son dovuta reinventare, ed eccomi qui da quasi un anno, a lavorare come guida turistica nella capitale spagnola, oltre che come traduttrice e interprete”.
Ed eccoci a Lourdes, mamma di un bimbo di quattro anni, vive a Cosenza dal 2010 dopo aver fatto l’Erasmus ad Arcavacata, lavora per Target Euro, una società di consulenza sul turismo.
“Quattro anni fa è stato molto emozionante, anche se vidi la partita con la famiglia del mio compagno, dunque in un ambiente “ostile” per così dire. – ha detto – Mio figlio aveva pochi mesi e alla fine abbiamo festeggiato con lui che indossava la maglietta della Spagna!
Quest’anno invece seguirò la partita dall’ufficio, almeno il primo tempo. E mio figlio, che ora ha 4 anni, cerca di convincermi a tifare Italia, perché secondo lui, siccome vivo qui, dovrebbe essere così”.
Tre vite totalmente diverse quelle di Marco, Lourdes e Federica, eppure con dei tratti comuni. Primo fra tutti quello di tifare per la propria terra senza condizionamenti.
Ma anche dal punto di vista politico c’è qualcosa che li unisce, e all’indomani delle elezioni che hanno visto vincere il Partito popolare ma senza maggioranza, abbiamo chiesto il loro punto di vista.
“Le elezioni di ieri sono lo specchio di quello che accaduto in Italia con il Movimento 5 stelle. – ha spiegato Marco – Molti hanno votato Podemos come segno di protesta nei confronti del Pp e Psoe. Ma poi ieri hanno visto che forse era meglio avere un governo più forte quindi i ribelli sono tornati a votare Pp.
Le comunali sono avvenute in questo momento di protesta e per questo Barcellona e Madrid hanno i sindaci di liste civiche o di Podemos. Fossero oggi le comunali a Madrid vincerebbe di nuovo il Pp. La protesta è calata e si è tornati all’ovile”.
“Sono profondamente delusa del risultato delle elezioni. – ha invece asserito federica – Dopo anni di scandali, casi di corruzione all’ordine del giorno, fondi pubblici intascati impropriamente, nonostante tutto, il popolo spagnolo non apre gli occhi, non impara la lezione e ripone fiducia in un partito che non ha fatto altro che imbrogliare.
Le mie speranze erano invece riposte in Podemos, che da due anni a questa parte ha fatto tanto parlare di sé e che in poco tempo ha ottenuto grandi risultati, ma non è stato sufficiente, dato che i due partiti che hanno preso più voti sono sempre gli stessi, il bipartidismo di sempre formato da Partido Popular e Partido Socialista (a sua volta non esente da scandali). Era la volta buona per dare un’opportunità a un “Gobierno del Cambio”, e invece anche in questa occasione si è scelto di confermare gli stessi che non fanno altro che bistrattarci. D’ora in avanti e per i prossimi quattro anni, qualsiasi cosa accada, se la saranno meritati”.
E preoccupazione per le sorti del suo Paese ha dimostrato anche Lourdes.
“Il PP ha rivinto le elezioni, con un margine maggiore rispetto a dicembre e la sinistra ha perso voti. Percepisco astio nei miei connazionali, che comunque in qualche modo si sono inclinati per i partiti tradizionali consolidati, forse nella speranza di potere uscire dal blocco istituzionale, ma non so fino a che punto saranno capaci di intraprendere un dialogo che permetta la formazione di Governo”.




