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Un incontro sulla pace al frantoio delle idee

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CINQUEFRONDI- Religiosi, laici, rappresentanti della società civile, studenti ed esponenti politici a discutere di pace, integrazione e tolleranza, uniti in un unico coro che ripudia la guerra.

Quale il ruolo dell’Europa e quali le azioni da intraprendere nel percorso democratico diretto alla costruzione di un ordine sociale che non solo condanna ma rifiuta concretamente ogni forma di terrorismo.

Questi alcuni dei concetti espressi, ieri pomeriggio, al Frantoio delle Idee di Cinquefrondi in occasione dell’appuntamento organizzato dalla Cgil della Piana, che ha spingo laici e religiosi a confrontarsi nella direzione di una società inclusiva e umana. E ancora un dialogo ad ampio respiro sulle ragioni degli attacchi terroristici e sulle possibili soluzioni.
Hanno preso parte al tavolo di discussione: Imam Hamed Berraou, musulmano; Sebi Romeo, consigliere regionale; Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi; Nino Costantino, segretario generale Cgil Piana di Gioia Tauro; Attilio Scali, presidente consulta Chiesa valdese di Reggio Calabria; Michele Gravano, segretario generale Cgil Calabria; Giovanni Arruzzolo, consigliere regionale; Silvio Strano, buddista; don Pino Demasi, referente Libera Piana di Gioia Tauro; Alex Tripodi, coordinamento federazione studenti Calabria; Enzo Infantino, Laboratorio politico progresso e libertà di Palmi. Ha concluso Danilo Barbi, segretario nazionale Cgil.

Diverse le chiavi di lettura fornite da ciascuno degli intervenuti.
Incisivi gli spunti di riflessione, tutti diretti alla costruzione di una società accogliente e tollerante che attraverso la forza della ragione possa coraggiosamente resistere alla capacità di seduzione del “dio denaro” che continua a condizionare rapporti diplomatici, sfrutta, consuma e uccide il pianeta.

Forte il monito giunto dal palco dei relatori : “costruiamo la pace anche al cuore delle macerie di guerra. Opponiamoci al male con il bene, percorriamo la strada degli operatori di pace, portatori di speranza e realizzatori di utopie”.

Indispensabile, è risultato, il ruolo della politica. Una politica coerente, una nuova politica economica che sia in grado di creare occupazione per le giovani generazioni.
La guerra, il terrore e le responsabilità, quelle attribuite e quelle reali.
Uno sguardo alla comunità islamica aperta al dialogo, che collabora per la stabilità e la sicurezza del paese.

L’invito, non per ultimo, di vivere la quotidianità senza farsi vincere dalla paura.

“I Musulmani, è stato ribadito, non devono essere identificati con i terroristi, ci sono enormi responsabilità anche da parte dei paesi occidentali” .
Un’attenta riflessione, dunque, a tutto campo che non ha risparmiato critiche ma che vuole rappresentare l’avvio di un percorso diretto al rafforzamento della democrazia e al dialogo tra i popoli.