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Gioia: si è dimesso il sindaco Bellofiore

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Nardi, Bellofiore e Rizzo
Nardi, Bellofiore e Rizzo

Nardi, Bellofiore e RizzoGIOIA TAURO – «Non accetto ultimatum da persone che rappresentano solo se stesse. Per questo, a testa alta e in maniera corretta, ho presentato le mie dimissioni».

Con queste parole Renato Bellofiore ha annunciato in conferenza stampa le sue dimissioni dalla carica di primo cittadino. La decisione è stata presa a poche ore dal consiglio comunale con all’ordine del giorno il bilancio di previsione. Dopo che Savastano e Cento hanno ribadito pubblicamente che non avrebbero votato il bilancio se non fosse passato il loro emendamento il sindaco ha rotto gli indugi e constatata la mancanza dei numeri ha formalizzato il proprio passo indietro.

La legge prevede ora venti giorni di tempo prima che le dimissioni diventino irrevocabili. A quel punto la città verrebbe amministrata da un commissario fino al primo appuntamento elettorale.

Alla conferenza stampa erano presenti tutti gli assessori della Giunta e gran parte dei consiglieri di maggioranza.

«L’emendamento proposto da Savastano e Cento – ha dichiarato Bellofiore – ha dei problemi tecnici insuperabili e non è stato condiviso con la maggioranza neanche sul piano politico. E’ composto da 23 differenti punti e andrebbe approvato integralmente». Nella sua ricostruzione dei fatti inoltre il sindaco ha dichiarato di aver fatto tutti i passaggi necessari, prima e dopo l’approvazione del documento contabile in Giunta.

In particolare, Bellofiore contesta il passaggio dell’emendamento che prevede l’esternalizzazione della differenziata da effettuare con 30 nuovi operatori. «La differenziata è il fiore all’occhiello della nostra amministrazione – ha detto – la facciamo con 16 unità e funziona bene. Aggiungeremo al massimo altre tre persone per riuscire a coprire anche le assenze per ferie e per malattia. Quello della spazzatura è un settore delicatissimo in Calabria, soggetto a infiltrazioni mafiose. Per questo vogliamo stare lontani da questo ambiente».

Nella sua analisi il sindaco ha poi commentato l’atteggiamento di Cento e in particolare di Savastano: «dicevano di essere maggioranza e si incontravano in abitazioni private con l’opposizione – ha detto Bellofiore – e ce l’ha detto Savastano in persona che ha precisato di essere andato per vendere il suo emendamento».

E a rincarare la dose ci ha pensato Rizzo: «Savastano è in preda a un delirio di onnipotenza, ci ha detto che il sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali, i tecnici ed i revisori non capiscono nulla di bilancio. Ha incluso anche Cento tra le persone che non capiscono affermando che si è solo limitato a firmare l’emendamento».

Il sindaco non ha risparmiato stilettate anche nei confronti del partito democratico. «Il pd gioiese non è intervenuto in questa vicenda e non lo hanno fatto neanche il segretario provinciale e quello regionale che è però stato eletto da poco. E’ dallo scorso novembre – ha detto ancora Bellofiore – che Cento mi attacca quotidianamente sui giornali».

La conferenza si è chiusa sullo scenario che si prospetta nei prossimi mesi e sulla possibilità di ritirare le dimissioni. «Al momento – ha dichiarato – credo che non ci siano i margini per avere la maggioranza in consiglio. E’ chiaro che sarebbe opportuno che la città non venisse governata dai commissari. Ci sono tantissime opere in costruzione, ritardarne la realizzazione sarebbe un grave danno».

Per le 16 e 30 resta comunque convocato il consiglio comunale.
Lucio Rodinò