Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Roberto Prellino, un utente di inquieto notizie che ha voluto raccontare una sua esperienza, un caso di buona sanità nella Piana:
Gentile direttore,
non è mia abitudine scrivere ai giornali ma voglio fare un’eccezione per raccontare ciò che mi è accaduto dal 15 agosto fino a oggi.
Qualcuno ha salvato una vita umana ed è una cosa, a mio avviso molto importante, soprattutto perchè riguarda l’ospedale di Gioia Tauro e il suo futuro.
Inoltre mi piace parlare della mia storia perchè è una storia a lieto fine e potrebbe essere utile a comprendere quanto sia importante questo ospedale.
Sarò breve e per prima cosa voglio ringraziare il personale della guardia medica del pronto soccorso e quello del reparto di cardiologia e in particolare il Cardiologo Sandro Cannatà e l’infermiere Giovanni Berrica.
Grazie a loro, che sono riusciti a diagnosticarmi un restringimento di alcune arterie, sono ancora vivo. Se non fossero stati tempestivi nella diagnosi, nel soccorrermi e nel farmi trasferire in elicottero a Catanzaro non avrei mai potuto scrivere questa breve lettera.
A Catanzaro ho ricevuto tutte le cure necessarie ma sono arrivato ancora vivo nel capoluogo, grazie ai medici e a tutti gli operatori dell’ospedale di Gioia che hanno dimostrato grande professionalità.
Non voglio dilungarmi oltre, voglio solo che la gente capisca quanto sia importante lottare per un ospedale che funzioni bene nella Piana di Gioia Tauro.
La ringrazio per lo spazio che vorrà darmi, è bello che ogni tanto sui giornali arrivino anche le belle notizie.
Roberto Prellino





