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Ospedale di Gioia: Nardi lancia l’allarme

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GIOIA TAURO – «Non si trovano 9 mila e 600 euro per riparare una macchina utilizzata in radiologia ma si spendono 250 mila euro all’anno per l’affitto di una sede Asl quando nella Piana ci sono tantissimi beni confiscati che potrebbero essere utilizzati a costo zero».

Ha le idee chiare Salvatore Nardi, assessore comunale alle Politiche Sociali sui problemi della Sanità e in particolare sull’ospedale di Gioia Tauro, dove le sale operatorie funzionano a singhiozzo per problemi tecnici, il reparto di radiologia è stato trasferito per la rottura di alcuni macchinari e ortopedia è chiusa per mancanza di personale. «C’è un disegno preciso. Stanno eliminando servizi così a fine anno i numeri non saranno dalla parte dell’ospedale e li utilizzeranno come pretesto per chiudere».

Salvatore Nardi

Nella sua analisi l’assessore gioiese non assolve nessuno. Sul banco degli imputati ci sono il direttore generale dell’Asp e la direzione sanitaria della struttura di Gioia Tauro. «Alla luce di ciò che sta accadendo – ha detto – è evidente che la direzione del nosocomio gioiese fa acqua da tutte le parti e non è all’altezza della situazione. Mi riferiscono inoltre – ha aggiunto Nardi – e spero non sia vero, dell’esistenza del numeroso staff della Squillacioti dove troverebbero posti medici sottratti ai reparti».

«La situazione sanitaria nella Piana è catastrofica. – ha detto ancora – Nonostante ciò qualche politicante gioiese nei giorni scorsi ha speso parole di elogio per il governatore della Calabria. Per il rispetto dovuto alla città ogni tanto stare zitti sarebbe molto più opportuno indipendentemente dalla riconoscenza che si ha nei confronti del governatore per quanto ottenuto a livello personale».

Lucio Rodinò