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La reliquia della Terra del Transito di San Francesco fa tappa a Taurianova: intensa serata di spiritualità al Monastero della Visitazione

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San  Francesco d’Assisi, poco prima di morire, la sera del 3 ottobre 1226, alla Porziuncola, chiese ai fratelli
di essere deposto nudo sulla nuda terra, nello stesso modo con cui anni prima, aveva restituito al padre i
vestiti e i beni, spogliandosi di tutto davanti alla città di Assisi per cominciare una vita nuova.
Otto secoli dopo, quella terra viene portata in viaggio.
I frati della Porziuncola, la chiesetta all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, dove
Francesco morì, ne hanno prelevato una porzione dalla botola dietro l’altare della Cappella del Transito,
l’hanno raccolta in una piccola teca e l’hanno affidata alla Provincia SS. VII Martiri di Calabria dell’Ordine dei
Frati Minori, che da metà febbraio la stanno portando nelle comunità di tutta la regione.
Il 2026 è proclamato da papa Leone XIV Particolare Anno di San Francesco, con la concessione
dell’indulgenza plenaria in tutte le Chiese Giubilari francescane nel mondo.
Ieri sera la teca ha fatto tappa a Taurianova al Monastero della Visitazione.
Dopo l’accoglienza della Reliquia, Suor Margherita Madre Superiora del Monastero, ha affermato:
” In questo anno di grazia in cui celebriamo la nascita in cielo di San Francesco d’Assisi, con gioia accogliamo
la Reliquia.
La chiesa riconosce nelle reliquie dei Santi il segno concreto della vita dedicata a Dio.
In ogni reliquia noi ricordiamo, che attraverso quel Santo Gesù ci ha visitati.
Per noi, è una grande emozione accogliere la reliquia nella nostra casa che porta il nome di San francesco di
Sales. I due Santi, in un certo senso, si rassomigliano . Entrambi, anche se in maniera diversa, sono stati
segnati dalla Croce portandola nel proprio corpo e nella loro vita.
Il secondo tratto che li unisce è l’umiltà, strada che porta a Dio.
L’umiltà è lo stile stesso di Dio, che si è fatto piccolo, si è fatto bambino, ed è l’eredità che ci ha lasciato.
Noi dobbiamo seguire sempre l’esempio di San Francesco d’Assisi”.
Suor Margherita, ha poi ricordato che Santa Margherita Maria aveva chiesto al Signora a quale Santo
poteva ispirarsi, e Lui rispose che doveva ispirarsi a San Francesco d’Assisi.
Infine Suor Margherita ha concluso dicendo:
”La nostra vita deve essere una visita di Dio per il mondo”.
Subito dopo Cecè Alampi, Ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Taurianova e Referente Diocesano
della peregrinatio, ha rimarcato l’importanza della reliquia che simboleggia l’umiltà di San Francesco.
La terra del Transito rappresenta la sua spoliazione finale e la Pasqua di Cristo.
Cecè Alampi ha sottolineato che la presenza della reliquia a Taurianova, rappresenta un momento di grazia.
A seguire Mons. Giuseppe Alberti vescovo della Diocesi Oppido Mamertina- Palmi, ha affermato:
”La reliquia è un ponte che ci permette di entrare nel mistero della vita di San Francesco, che dopo 800 anni
ancora ci parla, aprendo percorsi di fede.
Un Vangelo che arriva al Cuore.
L’attualità di San Francesco ci aiuta a riconnetterci con il divino.
Lui è stato e lo è ancora un fratello Universale.

La reliquia è un segno, un’esperienza profonda di spiritualità, di incontro con Dio”.
Mons. Alberti, ha poi ricordato il Crocifisso di San Damiano che, secondo la tradizione francescana,   parlò a
Francesco d’Assisi nel 1205, segnando l’inizio della sua conversione.
Infine Mons. Alberti ha sottolineato l’attualità di San Francesco, che ha saputo arrivare al centro della Fede
e l’ umiltà è stata per lui una virtù teologale.
“L’augurio è che San Francesco diventi un pellegrino di pace, per la Piana del Tauro, per le famiglie e per il
mondo intero”.
Padre Francesco Alfieri , nel suo intervento si è soffermato sulla peregrinatio che ha fatto tappa nelle
diocesi calabresi.
La Calabria ha un legame antico con il francescanesimo.
Fu infatti una delle prime dodici province del nascente Ordine dei Frati Minori, costituite al Capitolo
Generale della Porziuncola nel 1217, e già nel 1227 aveva i suoi martiri — fra Daniele da Belvedere
Marittimo e sei confratelli, uccisi a Ceuta in Marocco, oggi venerati come Santi Sette Martiri Francescani di
Calabria.
Padre Alfieri ha affermato:
”In questi giorni ci siamo resi conto che la vita di San Francesco è un tesoro.
La reliquia è un segno disarmato che ci chiede di fare un cammino.
Nella vita di San Francesco, Dio è passato e noi ancora gustiamo la sua presenza.
Nel cammino della sua vita, il Santo ha scelto la luce vera.
La vita di San Francesco si colloca in due preghiere.
La prima davanti al Crocifisso di San Damiano e l’altra le lodi a Dio , dovesi rivolge a Lui dandogli del tu”.
Padre Alfieri ha concluso :” Chiediamo oggi che Gesù possa illuminare le tenebre che ci circondano, e anche
noi possiamo essere figli della luce. Guardiamo il nostro cammino perché Dio non ci abbandona mai”.
Hanno infinitamente emozionato i canti eseguiti dal cantautore Pippo Micali e le musiche del Maestro
Davide Schirripa.
Le letture sono state curate da Giusy Giovinezza e Nello Formica.
La recita del Santo Rosario è stata intercalata da alcuni fioretti di San Francesco curati da Nello Formica,
Cecè Alampi e Giusy Giovinezza.
Presente Don Alfonso Franco Cappellano del Monastero.