La perfetta sinergia tra l’amministrazione comunale di Oppido Mamertina, guidata dal sindaco Giuseppe Morizzi, e la struttura del subcommissario alla depurazione Tonino Daffinà, insieme all’efficienza operativa della Cisaf Spa, ha permesso di raggiungere un traguardo significativo in tempi record. Grazie a una gestione ottimale, si è evitato di incappare nelle lungaggini che spesso trasformano le opere pubbliche in incompiute.
Questa mattina, a soli sette mesi dall’inizio dei lavori, il subcommissario Daffinà ha ufficialmente consegnato il nuovo depuratore della frazione Castellace all’amministrazione comunale, nel corso di un sopralluogo svolto alla presenza di tutti gli attori principali coinvolti nel progetto, tra cui l’impresa esecutrice, il direttore dei lavori Fabio Scionti e il responsabile unico del procedimento Luciano Antonio Macrì.
Particolarmente simbolico è il fatto che l’impianto, a impatto ambientale zero e perfettamente integrato nel paesaggio – tanto da renderne difficile persino l’individuazione – sia stato realizzato su un terreno confiscato alle cosche della ‘ndrangheta. Un’area che, ritornata nelle mani dello Stato, viene ora restituita alla collettività con un’opera utile e concreta.
Il depuratore di Castellace, progettato per servire mille abitanti equivalenti e del valore di 1,6 milioni di euro, rappresenta uno dei passi fondamentali per il superamento della procedura d’infrazione comunitaria 2014/2059 in cui è coinvolto il Comune di Oppido. L’investimento totale ammonta a 2,6 milioni di euro e comprende anche il collettamento fognario della frazione Messignadi verso il depuratore consortile, oltre al convogliamento delle acque reflue verso il nuovo impianto di fitodepurazione di Castellace, inaugurato proprio oggi.





