Mentre Polistena si vestiva a festa per onorare la sua Patrona, alcuni episodi criminali hanno sconvolto la comunità, ferendo non solo il patrimonio pubblico, ma l’anima stessa della città.
In un gesto vigliacco e spregevole, ignoti hanno dato fuoco alla piazzetta dedicata al giudice Antonino Scopelliti, danneggiando un ulivo e una targa commemorativa. L’episodio, avvenuto alla vigilia del 19 luglio—anniversario della strage di via D’Amelio—ha macchiato un momento solenne in cui il Comune celebrava un’altra vittima della ndrangheta, Giuseppe Valarioti, con l’inaugurazione di uno spazio a lui dedicato.
A peggiorare il clima di dolore e indignazione, nella notte del 17 luglio, un commerciante onesto è stato vittima di un furto in casa propria, mentre insieme alla famiglia partecipava alle attività gastronomiche della festa patronale. Un atto meschino che ha colpito chi contribuisce attivamente alla vita sociale del territorio.
Non meno gravi le intimidazioni subite dagli operatori ecologici, minacciati da cittadini insofferenti al nuovo sistema di raccolta differenziata. Questi lavoratori, instancabili nel mantenere pulita la città durante le celebrazioni, meritano rispetto e gratitudine, non aggressioni.
L’Amministrazione Comunale ha condannato con fermezza questi episodi, esprimendo solidarietà alle vittime e denunciando una pericolosa escalation criminale. Fiduciosa nelle indagini delle forze dell’ordine, auspica che vengano presto identificati i responsabili.
In questo momento, è dovere civico di ogni cittadino prendere posizione contro simili atti indegni. Difendere la bellezza, la memoria e la legalità è una responsabilità collettiva. Polistena non si farà intimidire: la sua dignità è più forte di qualsiasi vigliaccheria.





