A Palmi, ieri, si è tenuta una di quelle manifestazioni che, al di là dei numeri e delle sigle, raccontano una certa inquietudine civile. È la nascita del movimento AGIRE, composto da professionisti, amministratori, cittadini che non vogliono aspettare più.
Il fondatore è il focoso Gianmarco Oliveri, giovane ma con le idee chiare. Un passato recente di provocazioni via social – “necessarie”, dice lui – per scuotere le coscienze di una città che spesso sonnecchia sotto le abitudini. Questa volta si è presentato in modo più misurato. Ha parlato con rispetto, ha criticato l’assenza della maggioranza e di Fratelli d’Italia locale, ma ha aperto alla possibilità di dialogare. Lo spirito, insomma, non è quello di chi cerca la rissa, ma di chi vuole una stanza dove poter parlare.
La platea era composta, attenta. Hanno aperto i lavori il vicepresidente Germano, il cui tono educato e fermo ha dato il ritmo alla serata, e l’avvocato Nino Lupini, presidente del movimento. È stato lui a dare il benvenuto con un saluto che dice tutto: “Buonasera gente che agisce”.
Uno a uno sono intervenuti volti noti della politica palmese, Carmelo Ciappina, presidente di FARO, che ha parlato di “voci fuori dal coro” con rispetto, mai con rancore e sempre per costruire, ricordando che alla nascita del suo movimento i coraggiosi fossero veramente in pochi. Parisi, ex sindaco, che ha criticato il restyling del lungomare: “con le importanti risorse a disposizione serviva allargare, non lucidare”, dice. Il professor Carrozza ha invitato tutti a guardare alla storia, non per nostalgia, ma per riscoprire quel tempo in cui la politica a Palmi non si limitava all’amministrazione quotidiana, ma provava almeno a immaginare il futuro.
Poi è stato il turno del consigliere regionale Mattiani, che ha scelto di “passare all’incasso”, come ha detto lui. Lo accusano di aver costruito un “sistema Mattiani”. Lui risponde con l’avvio dei lavori per il nuovo ospedale della Piana. “Io sono dei fatti, non delle passerelle”, ha detto, rivendicando quel che considera suo merito e dell’amministrazione Regionale e ancora ” su Peppe Mattiani si potrà sempre contare”.
A dare uno spessore più istituzionale alla serata, il deputato On. Ettore Rosato, che è venuto da Roma, e lo ha fatto per amicizia personale con Oliveri. Ha parlato poco di Palmi accennando alla sua interpellanza sul caos Varia 2023, ma ha toccato un punto: il calo demografico, la disaffezione dei giovani alla politica, la crisi del confronto. Temi che, non fanno rumore, ma fanno pensare.
A chiusura, di nuovo Lupini, che ha ringraziato “le voci libere della città” capaci di dissentire, lanciando una critica neppure troppo nascosta alla maggioranza accusata di peccare di intolleranza. Ha parlato dell’emergenza idrica con concretezza: “basterebbe raddoppiare la linea dell’acquedotto, poca spesa tanto risultato”, ha detto. E ha concluso con una battuta sul programma estivo Palmese che pareva quasi una stilettata: “Molti presentano libri, pochi li leggono. A giudicare dalle scelte, certi amministratori si sono fermati al titolo. Weber scriveva La politica come professione, ma quello signori era solo il titolo.”
Palmi, ancora una volta, si scopre più viva fuori dai palazzi che dentro. E se questo movimento saprà tradurre parole in gesti, magari AGIRE non resterà solo un nome.





