PALMI – Tornano a chiedere le dimissioni del sindaco Giovanni Barone, i membri del circolo “Armino”, dopo la seconda bocciatura del Psc proveniente dagli uffici tecnici della Regione Calabria. Lo fanno attraverso una nota stampa ed un manifesto, affisso in città.
«Improvvisati urbanisti, sotto la guida di altrettanto improvvisati amministratori – si legge nella nota che porta anche la firma di “Nuova Agorà” – non sono neppure riusciti a produrre dei documenti coerenti con la Legge Urbanistica Regionale e con la pianificazione di livello superiore. Ciò, invero, non dovrebbe stupire in quanto, come si ricorderà, le carte prodotte sono in larga misura frutto di un volgare e maldestro saccheggio di Piani preparati a Grosseto e a Pinerolo, perciò meglio si sarebbero adattate all’urbanistica toscana o a quella piemontese».
La comunicazione della seconda bocciatura del Psc prodotto dai tecnici incaricati dal Comune di elaborare le tavole, è arrivata a metà ottobre e rileva come gli elaborati prodotti non rispecchino i capisaldi dell’urbanistica regionale. Nello stesso documento si legge che il quadro conoscitivo è incompleto, le aree designate quale zone di nuova urbanizzazione non sono giustificate, la zona costiera non è stata tutelata, le zone colpite da abusi edilizi sono state bollate come nuove zone residenziali.
«È stato, già da tempo, pubblicamente documentato e denunciato l’interesse di alcuni tecnici e di alcuni amministratori nelle previste trasformazioni urbanistiche – prosegue la nota stampa – La magistratura ha aperto le indagini. Dalla Regione si apprende ora, senza meraviglia, che dovrà essere contenuto il consumo di suolo; che la costa dovrà essere inibita a qualsiasi trasformazione e adeguatamente tutelata; che le zone degradate dagli abusi edilizi sono state troppo facilmente inserite negli ambiti di riqualificazione residenziale; che molti cittadini si son visti rigettare, senza alcuna motivazione, le osservazioni che avevano avanzato. E neppure il Quadro Conoscitivo, come dire la base di partenza, è adeguato perché incompleto».
Il secondo documento contenente le modifiche al primo elaborato del Psc, è stato presentato a settembre di quest’anno, dopo l’approvazione in consiglio comunale; ma anche questo secondo elaborato non ha soddisfatto le richieste provenienti dalla Regione, ed è pertanto stato rigettato.
«Alla bocciatura regionale questa incapace Amministrazione risponde affidando un nuovo incarico, questa volta per lo studio del campo elettromagnetico del territorio comunale, proprio l’ultima delle carenze di questo disastroso Piano – si legge ancora – Il danno causato alle finanze comunali non è forse parso già abbastanza grave. Sono stati bruciati centocinquantamila euro. Questi pubblici denari sono serviti ad assicurarsi la partecipazione, senza procedure concorsuali o ad evidenza pubblica, di professionisti locali, uno dei quali, Francesco Parisi, non avrebbe potuto assumere quell’incarico perché incompatibile; e per incentivare un pool di tecnici interni tra i quali e principalmente Giuseppe Gerocarni, indicato come Responsabile Unico del Procedimento. Tutti costoro devono ora restituire i compensi percepiti senza alcuna utilità per la città. Lo vuole la ragione, lo vuole un elementare senso di giustizia. I tecnici incaricati avevano sottoscritto, come prescrive il Codice degli Appalti a garanzia di eventuali errori, la polizza per i rischi professionali? Preannunciato con inopportuna enfasi già nel 2014, il Piano Strutturale doveva essere la prima e la più importante delle realizzazioni messe a segno dall’Amministrazione di Giovanni Barone. Il fallimento vergognoso di questo impegno assunto e sottoscritto con i cittadini, pubblicamente in campagna elettorale, dovrebbe consigliargli ora quel passo indietro che la città gli chiede. Dimissioni subito!».





