Continua lo sciopero dei trasportatori

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GIOIA TAURO  Sono intenzionati a scioperare ad oltranza i trasportatori che dalle 11 di ieri sera stanno bloccando il traffico autostradale dei mezzi pesanti agli svincoli di Gioia Tauro e Rosarno.

Le code alle colonnine di benzina, i supermercati che iniziano a svuotarsi e i relativi disagi, sono l’obiettivo dei manifestanti che, disperati, chiedono che le cose cambino, battendosi su alcuni punti in particolare.

Se nella manifestazione di alcuni mesi fa avevano ottenuto per legge i costi minimi sotto i quali non scendere per poter rientrare con le spese, si rendono conto adesso, «che non si tratta di costi reali», ha detto Tommaso Alessi responsabile Fiap Trasporto Unito.

«Non ci stiamo dentro con le spese – ha aggiunto – e speriamo che all’incontro previsto per mercoledì prossimo a Roma tra le categorie degli autotrasporti e i rappresentanti del Governo, si ottenga qualcosa di concreto».

C’è poi il problema del gasolio, prima di tutto per il costo arrivato alle stelle e poi per il relativo recupero della parte di accise direttamente in fattura, e incentivi per acquisti collettivi.

A ciò si aggiunge, così come ha spiegato Girolamo Giovinazzo, coordinatore Trasporto Unito, «il problema dei pagamenti in tempi certi e la certezza del credito».

In pratica ciò che chiedono è che lo Stato controlli che le aziende committenti paghino a 30 giorni, «e non a 60 o a 120 così come purtroppo siamo abituati».

Sono tante insomma le motivazioni che hanno spinto al blocco che si protrarrà fino al prossimo venerdì, ma sempre nel caso in cui si ottenga qualcosa.

«Altrimenti procederemo a oltranza, – hanno detto di comune accordo – e lo faremo finchè le cose non cambieranno. In questo modo non possiamo mantenere la famiglia e continuando a lavorare ci andiamo solo a perdere. Meglio chiudere tutto».

Nel frattempo carabinieri e polizia continuano a monitorare la situazione, e i protestanti non accennano ad alcun movimento. I trenta camion parcheggiati intorno alla rotatoria rimarranno fermi li almeno per altri quattro giorni in attesa di novità.

Eva Saltalamacchia