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«La Piana è pronta a esplodere per l’assenza di lavoro». La Cgil lancia l’allarme

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GIOIA TAURO – E’ una foto a tinte fosche quella scattata questa mattina durante la conferenza stampa della Cgil della Piana di Gioia Tauro.

Una foto sul mondo del lavoro che ritrae una situazione drammatica con 170 nuovi disoccupati provenienti da Piana Ambiente e Fincedi Sisa, centinaia di richieste di cassa integrazione in arrivo dalle piccole imprese e decine di attività commerciali che hanno chiuso.

«Il 2013 è iniziato nel peggiore dei modi – ha detto il segretario generale Nino Calogero – la disperazione sociale è altissima e non si può pensare che a pagare siano sempre i lavoratori. In questo momento la totale assenza della politica è gravissima. Il governo tecnico non ha speso una parola sul nostro territorio e la Giunta regionale, nonostante l’enorme consenso raccolto nella Piana, è impegnato nella compilazione delle liste elettorali e si disinteressa totalmente delle vertenza e dei problemi della gente. La Cgil – ha concluso Calogero – è sempre al fianco dei lavoratori, li supporta e ha in programma decine di iniziative per non abbassare l’attenzione ma è importante che la Politica torni a occuparsi del lavoro e dei cittadini».

Il primo a chiamare in causa la classe politica è stato Salvatore Larocca. «Servono azioni concrete per rilanciare il lavoro – ha detto l’esponente della Cgil – invece sono tutti impegnati nella campagna elettorale. Ora non servono promesse ma impegni concreti». Per Larocca i grandi numeri relativi alle richieste di cassa integrazione e disoccupazione, si andranno a scontrare con le difficoltà e la carenza di fondi derivanti dalla riforma degli ammortizzatori sociali. «In pochi mesi – ha detto – i fondi finiranno e a quel punto la situazione esploderà in tutta la sua drammaticità».

«Tra Piana Ambiente e Fincedi Sisa dall’inizio di gennaio sono state licenziate 170 persone nell’indifferenza più totale – ha detto Valerio Romano, segretario della Filcams Cgil – Ora servono provvedimenti concreti e risolutori. Se non arriveranno nella Piana ci sarà una durissima battaglia per il lavoro».

Non è migliore la situazione per i lavoratori dell’inceneritore e per gli operai dei cantieri sull’autostrada. «I lavoratori del termovalorizzatore – ha detto la segretaria della Fillea, Mina Papasidero – stanno lavorando con contratti a tempo determinato. Il sistema dei rifiuti è completamente saltato, non c’è un progetto e non si capisce neanche quale strada intraprendere. Si procede di emergenza in emergenza come sull’autostrada dove le aziende non vengono pagate e di conseguenza non possono pagare gli operai. Così si bloccano i cantieri e i lavoratori vanno in cassa integrazione. Ci sono persone – ha concluso Papasidero – in mobilità in deroga che non vedono un euro da mesi».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento della segretaria della Nidil Cgil, Patrizia Giannotta che ha parlato degli Lsu/Lpu che lavorano nei comuni della Piana che per molti mesi non sono stati pagati dalla Regione «I loro ammortizzatori sociali – ha detto – sono le pensioni dei genitori e dei nonni. Tutto questo è vergognoso».

Salvatore Larocca e il segretario della Filt Domenico Laganà, hanno infine puntato il dito contro il decreto interministeriale che ha alzato le tasse di ancoraggio al Porto. Un provvedimento che hanno definito “vergognoso”.

«Abbiamo chiesto a tutta la deputazione calabrese – ha detto Larocca – di battersi per uno sgravio delle tasse e invece sono state addirittura aumentate nell’indifferenza totale. In questi 18 mesi si dovrebbe lavorare in maniera incessante per evitare i licenziamenti e invece non solo non si muove nulla ma addirittura si assiste passivamente a manovre contro l’infrastruttura più importante del mezzogiorno».

Gli esponenti sindacali hanno lasciato spazio anche all’intervento di alcuni disoccupati che hanno chiesto sostegno e hanno promesso di combattere con forza e in tutti i modi possibili per riottenere nel più preve tempo possibile una occupazione che restituisca dignità e tranquillità alle loro famiglie.
Lucio Rodinò