Vibo Valentia, amministrative 2024, Pietro Comito scende in campo?

Il giornalista: "Vibo lasciata marcire. La mia candidatura un pugno allo stomaco per troppa gente"

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“La mia potenziale candidatura come sindaco di Vibo Valentia è stata concepita (ringrazio chi ci ha creduto e chi continua a crederci) come un segno di cambiamento radicale, fuori dagli schemi, di rottura rispetto al passato ma anche rispetto al presente. In una città corrotta. Dai poteri forti, sì. Dalla malavita. Ma soprattutto dai notabilati. Da un’aristocrazia che dietro il suo perbenismo di facciata ha sempre fagocitato ogni postazione di potere, anche stringendo patti inconfessabili e scellerati. Da una classe dirigente talvolta arrogante, talvolta pavida e complice, il cui unico obiettivo è sempre stato quello dell’autoconservazione”. Senza molti giri di parole il giornalista Pietro Comito ha voluto rompere la consegna del silenzio facendo il controcanto ai rumors che lo vedono – a seconda delle prospettive – convitato di pietra, spettatore interessato o punta di diamante di una possibile proposta politica (probabilmente in campo civico) che potrebbe coagularsi, raccogliendo l’interesse dei tanti delusi, specie tra i cittadini, in vista delle prossime amministrative previste, senza ancora una data, per il 2024 nella città capoluogo di provincia di Vibo Valentia. Seppure il nome di uno dei volti più noti del network LaC si sia pronunciato con insistenza, negli ultimi tempi, negli ambienti politico-istituzionali vibonesi – di più, auspicata dai pentastellati vibonesi con in testa il suo referente più in vista, il deputato Riccardo Tucci – in modalità soft per non bruciare le chance di una candidatura certamente innovativa quanto di rottura, Comito ha voluto chiarire la propria posizione, attendista sebbene possibilista, non tralasciando di fare il punto politico sulla città di Vibo “lasciata marcire” e “abbandonata ad un ignobile collasso infrastrutturale, sociale, ma anche (e soprattutto) morale” senza “colore politico” e sui tentativi di “sabotaggio” della sua potenziale candidatura a sindaco che “sarebbe un pugno allo stomaco per troppa gente”. Una candidatura antisistema che mira ad “una nuova era di rettitudine” e che – come ribadito dallo stesso conduttore e giornalista vibonese – non lascerebbe spazi a “compromessi, niente patti col demonio e soldi, incarichi, pennacchi e prebende da spartire, in una città nella quale hanno lasciato povertà, briciole e macerie, soffocata nelle speranze, rassegnata al puzzo del compromesso morale, ai personalismi e agli interessi di parte” ha dunque affermato Comito che, al netto dei giudizi negativi espressi a largo spettro sull’operato della passata classe politica, ha poi spiegato che la convergenza sul suo nome dovrebbe essere ampia e concorde  – “dovrebbe essere di tutti e non possono essere solo in pochi a volerla”, ha chiosato – per potersi, probabilmente, tramutare davvero in una scelta di coraggio.