Tassa di soggiorno turistica, gli operatori: «Non siamo tutti d’accordo»

Nota stampa di alcuni imprenditori palmesi che precisano la propria posizione in merito alla decisione dell'amministrazione comunale di istituire una tassa sui pernottamenti

municipio di palmi
municipio di palmi

Continua a far discutere e creare malcontento la proposta dell’amministrazione comunale di istituire una tassa di soggiorno da applicare nei b&b ed alberghi della città, del costo di un euro.

Gli operatori turistici proprietari di alcune strutture recettizie, l’Arcobaleno, lo Stella Maris, il Paradise, l’hotel Katia ed il Villaggio Donna Canfora, in una nota stampa congiunta hanno cercato di fare chiarezza, illustrando alcuni passaggi salienti della vicenda.

«Tante inesattezze sono state dette e scritte – si legge nella nota stampa – ed è per questo necessario fare un po’ di chiarezza».

Nel documento gli operatori del settore turistico riferiscono di un primo incontro con l’amministrazione comunale, andato deserto perché fissato con sole 24 ore di preavviso, e di una successiva riunione avvenuta a palazzo San Nicola, alla quale hanno preso parte quasi tutti gli operatori turistici.

«Va chiarito che nell’occasione dell’incontro a palazzo San Nicola, quasi nessuno era favorevole alla tassa di soggiorno. Del resto chi potrebbe mostrarsi favorevole all’istituzione di una tassa? – recita il comunicato stampa – È doveroso da parte nostra precisare questo perché non si può veicolare un messaggio non vero, ossia che gli operatori turistici sono favorevoli ad istituire una tassa di soggiorno».

All’incontro avvenuto a palazzo San Nicola hanno partecipato il sindaco, l’assessore al turismo, il presidente della PPM ed altri rappresentanti dell’amministrazione. Ma i giochi sembravano ormai fatti: «si è capito da subito che l’amministrazione era ormai intenzionata ad istituire la tassa di soggiorno, a prescindere da ciò di cui si era parlato – si legge ancora nella nota stampa – Abbiamo così chiesto copia del documento contenente gli importi della tassa e le modalità di applicazione della stessa, per discuterne democraticamente».

E invece anziché ottenere il documento richiesto, gli imprenditori in questioni hanno ricevuto notizia di un ulteriore incontro, avvenuto il 14 (o 15) Marzo al Comune, al quale hanno preso parte solo alcuni imprenditori locali.

«Puntualizzando che non abbiamo alcuna intenzione di polemizzare sull’anomala riunione – chiosano nella nota stampa gli operatori turistici palmesi – chiediamo al sindaco un nuovo incontro con tutti gli operatori di Palmi, le cui strutture sono destinatarie della tassa di soggiorno, per trovare la soluzione migliore che possa accontentare sia gli operatori turistici che l’amministrazione comunale».