Il latitante, coinvolto nell’inchiesta “Pollino – European ’ndrangheta connection”, era stato arrestato in Turchia per documenti falsi. Espulsione eseguita dopo la condanna in primo grado a 22 anni e 8 mesi.
Il provvedimento emesso dalla Dda di Catanzaro e notificato al 41bis. Indagato anche un collaboratore di giustizia. Le indagini ricostruiscono l’agguato mafioso del 2013 a Squillace.
Nel procedimento su 145 imputati il gup di Milano conferma l’esistenza di un sistema criminale unitario tra Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra. Tra le pene più pesanti quella al presunto vertice calabrese Massimo Rosi.
Operazione della Guardia di Finanza su richiesta della Dda di Reggio Calabria: l’uomo, già condannato per mafia, era ritenuto vicino alla cosca Morabito-Bruzzaniti-Palamara e gestiva rapporti tra clan e incontri criminali.
Otto arresti e sequestri per 1,5 milioni di euro: l’organizzazione gestiva società fittizie per truffe e riciclaggio, con il supporto di commercialisti e prestanome tra Emilia, Lazio, Calabria e Campania
Consegnato dalle autorità belghe, il condannato era legato alla famiglia ROMEO “Staccu” di San Luca. Decisivo il coordinamento tra ICAN-Interpol e i Carabinieri di Reggio Calabria.