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Storie di “Donne ad alta quota”: a Gioia l’iniziativa dell’ADIC

Presenti alla manifestazione figure femminili di grande impegno culturale e sociale, in ambito locale

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Di Amalia Frascà – Il 24 Marzo 2022, alla Casa della Musica di Gioia Tauro, si è svolto il convegno “Donne ad alta quota” con la presenza di figure femminili di grande impegno culturale e sociale con ruoli di primo piano in varie attività, non solo in ambito locale.

La manifestazione è stata a cura dell’ADIC.

La presentazione è stata fatta dalla presidente ADIC, Mimma Raso, che ha delineato brevemente le carriere delle invitate, le quali vantano un corposo curriculum: Maria Rosaria Russo, dirigente scolastica a Rosarno, Laureana di Borrello e Gioia Tauro; Amalia Cecilia Bruni, neurobiologa e scienziata, responsabile del Centro regionale di neurogenetica di Lamezia; Mariangela Preta, direttrice del polo museale di Soriano e direttrice artistica del Festival del genio femminile “La Calabria delle Donne” e Leona Cremonese, general manager del Gatic Fertility Center di Gioia Tauro.

Alla presentazione sono seguiti gli appassionanti e coinvolgenti racconti di vita e di lavoro da parte delle professioniste invitate.

L’elemento comune che unisce queste donne è la curiosità e la passione nel lavoro, e la fluidità nel parlare e nel comunicare.

Si scorge, in tutte, una personalità forte e generosa di donne normali: mogli, madri, lavoratrici che  sanno volare in alto, ma hanno il cuore semplice senza alcun orgoglio che si compiace delle conquiste ottenute, un cuore aperto al territorio calabrese e alle sue trasformazioni positive.

Alla base del percorso professionale c’è stato per ciascuna un sogno che hanno saputo realizzare in mezzo ad ostacoli, anche familiari.

Il sogno prendeva vita dalla passione per l’educazione dei giovani in Maria Rosaria Russo, per la neurologia in Amalia Bruni, per l’archeologia in Mariangela Preta, per l’imprenditoria in Leona Cremonese e, crescendo ad ogni ostacolo, si delineava ancor meglio e trovava altri sognatori pronti a lavorare.

Così per Amalia Bruni determinante è stato l’incontro con un ricercatore francese col quale ha iniziato una ricerca sulla ereditarietà dell’Alzaimer in una specifica famiglia, gettando così le basi per l’applicazione farmaceutica.

Così è stato per Mariangela Preta ed il suo lavoro territoriale rosarnese rispondendo a una chiamata nell’area archeologica, più avanti ha arricchito la nostra regione con la creazione del “Festival del genio femminile in Calabria”.

Così è stato per Leona Cremonese che da imprenditrice della moda è passata a General Manager del Gatic Center di Gioia Tauro. E per Maria Rosaria Russo l’incontro decisivo è stato ed è tuttora quello con i giovani, per la sua fiducia e per la sua capacità di offrire loro percorsi esperenziali degni di uomini liberi.

Gli incontri giusti hanno rafforzato le motivazioni per la conoscenza delle donne protagoniste della serata, e non è un caso: la volontà, l’impegno, la fatica, il successo si sono allargati anche alla squadra di lavoro.

C’è uno spirito vitale che unisce persone con sentimenti, volontà, mete e percorsi comuni. Tutto per un sogno che talvolta si blocca per inceppi politici come nel caso di Amalia Bruni e del suo laboratorio escluso dal centro di ricerca di neurogenetica di Lametia. Eppure cultura, arte, scienza, lavoro sono valori da sostenere, non da frenare nello sviluppo.

La parola cultura è sinonimo di civiltà, come ho imparato quando agli esami di stato per un tema su Manzoni ho aperto il vocabolario alla parola “Cultura” e da allora ho approfondito l’argomento.

Cultura si coltiva nel cuore e nella mente, si arricchisce della cultura altrui, è aperta a tutti i saperi e com’è ovvio si esprime nei comportamenti individuali e sociali.

Senza cultura l’ambiente si intristisce, si chiude nel proprio egoismo e interesse non si costruisce nulla, se non per dividere.

Cultura non esclude la tradizione, il folclore, l’artigianato e il lavoro manuale, salde radici del nostro vivere .

Cultura è costruire il futuro per i giovani e con i giovani, questo è il messaggio che l’incontro con le quattro donne ad alta quota ci suggerisce.

Se le capacità e le attività di ciascuna persona impegnata nel sociale vengono riconosciute si crea un clima e un sistema positivo dove è più facile allargare le possibilità per i giovani ed offrire più opportunità per inserirsi nel mondo del lavoro, invece di fuggire lasciando la Calabria.

Tra un racconto di vita e di lavoro ed un altro nel corso della serata ci sono stati intermezzi musicali con il professor Danilo Suraci che ha suonato la chitarra e la professoressa Noemi D’Amico che ha suonato il violino.

Sono stati proposti brani famosi espressi per es. con la vitalità del tango o l’armonia di Imagine (J. Lennon) particolarmente dolce con le corde del violino nell’interpretazione fantastica degli artisti.

La serata è terminata col desiderio delle socie di rivedersi presto: stessa sede, stesse emozioni, stesso entusiasmo!

Un grazie esprimo alla mia associazione A.D.I.C. e alle relatrici del convegno perché con il loro garbo e la loro sapienza hanno suscitato in me il bisogno do scrivere e raccontare quanto di prezioso sanno costruire per la società le menti libere dei nostri tempi.