Stati generali del porto: il governo è il grande assente

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GIOIA TAURO – Sono due i concetti base che hanno caratterizzato la prima sessione degli Stati Generali del porto di Gioia Tauro, iniziata proprio questa mattina.

Il primo è direttamente collegato alle possibilità di sviluppo del porto stesso, dunque buone prospettive future e soprattutto voglia di fare. Il secondo invece riguarda la totale assenza del Governo nazionale, al quale tutti i relatori presenti hanno fatto riferimento.

A dare il via all’iniziativa è stato il primo cittadino gioiese Renato Bellofiore che ha sottolineato appunto l’assenza di rappresentanti del Governo, rivolgendo loro un vero e proprio appello.

“Chiedo che di dovere faccia uno sforzo, – ha detto – e sia presente per sostenere le istituzioni locali e le imprese stesse”.

“Questo non è un convegno. – ha invece affermato il deputato europeo Pino Arlacchi –
È un incontro in cui tutti vengono informati sui problemi del porto. Stati generali, – ha aggiunto – significa che chiunque lo voglia deve avere la possibilità di dire il proprio parere.

È una partita molto grande quella che stiamo giocando, e nessuno deve nascondere le difficoltà. La mia ambizione è quella di formare un sistema regionale in grado di portare sviluppo al porto di Gioia, ma senza il Governo non potremo vincere la battaglia.

È il Governo nazionale infatti il punto debole, insensibile nei confronti del suo stesso investimento, il più grande degli ultimi trent’anni. Tengo inoltre a sottolineare, – ha concluso – che il porto di Gioia Tauro non è in conflitto con gli altri porti del Sud, che a partire dal prossimo anno saranno partecipi all’appuntamento con gli Stati generali”.

Presente alla manifestazione anche Giovanni Grimaldi, presidente dell’Autorità portuale. “I problemi del porto sono noti, – ha esordito – e si tratta del costo dei servizi tecnico nautici, più alto del 25 per cento rispetto al Nord Africa, la riduzione delle Accise, e gli oneri sociali, la cui defiscalizzazione renderebbe più competitive le imprese operanti sul porto”.

Si tratta di un momento particolarmente importante per la città. I riflettori sono puntati sul porto e i suoi problemi proponendo utili soluzioni e puntando il dito contro chi appare del tutto indifferente di fronte ad una questione così seria, soprattutto per la Calabria. Il tutto sotto gli occhi attenti dei cittadini che possono non soltanto toccare con mano ciò che non va, ma rendersi effettivamente conto di chi si muove affinché le cose cambino.

Significativo poi l’intervento dell’amministratore delegato Medcenter Domenico Bagalà (guarda l’intervista). “Le tre compagnie che detengono l’85 per cento del traffico mondiale sono la Maersk, la Cma e la Msc. E le abbiamo tutte al porto di Gioia. – ha asserito – Chiaramente pero dobbiamo cercare di tenercele. Affinchè il porto abbia un futuro bisogna eliminare la tassa di ancoraggio, attenuare il costo del lavoro e convincere gli investitori a venire da noi. Importantissimo sarebbe l’istituzione di uno sportello unico. Non è possibile che per aprire un’attività servano 27 autorizzazioni diverse”.

Presente in sala anche Nereo Marcucci (guarda l’intervista), amministratore delegato Contship. “Non siamo scrocconi di denaro pubblico, – ha detto – ma è un diritto che si intervenga sulla distorsione che si è creata e non permette al porto di essere competitivo. Il limite infatti non è fisico, ma politico”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il pensiero di Francesco De Bonis, amministratore delegato Automobile Logistics Italia, intervenuto dopo Alessandro Andrei, direttore pianificazione strategica Rete ferroviaria italiana, che ha dibattuto sul potenziamento del collegamento con i “porti core”.

“Quello che da noi è vista come crisi, – ha affermato De Bonis – per i cinesi è invece un’opportunità. Anche per noi dovrebbe essere lo stesso”.

L’evento, continuato anche pomeriggio alla presenza della vice presidente della Giunta regionale Antonella Stasi, don Pino Demasi, i rappresentanti sindacali e delle associazioni di categoria, si concluderà domani a San Ferdinando con un doppio appuntamento incentrato sui temi della sicurezza e delle infiltrazioni mafiose all’interno del porto.

Eva Saltalamacchia