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Seminara il silenzio e il dolore della comunità

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Nel cuore di una Calabria che fatica a scrollarsi di dosso vecchie ombre, si consuma una storia che scuote le coscienze. Seminara, piccolo borgo della Piana di Gioia Tauro, si erge tra colline austere e uliveti secolari, incastonata in una terra che sa essere fertile e aspra allo stesso tempo. Un territorio segnato da contrasti: dalla laboriosità delle comunità locali alla presenza ingombrante di dinamiche sociali che spesso alimentano silenzi e paure. Ed è qui, in questo spicchio di Calabria, che per anni si è consumata una vicenda di violenze su due minorenni, rimasta sommersa dalla paura e dall’omertà. Sei persone sono state condannate, responsabili di violenze sistematiche, di un dominio brutale esercitato sulla vulnerabilità delle vittime. Ma la sentenza non chiude la questione. Semmai la apre.

Perché il vero problema non è solo la brutalità di pochi, ma il contesto che permette che tutto accada nell’indifferenza generale. Nei paesi della Piana di Gioia Tauro, il legame comunitario è profondo, ma a volte proprio questa vicinanza può trasformarsi in silenzio forzato. Troppo facile, ora, puntare il dito contro Seminara e accusarla di essere solo un luogo di omertà. Questo piccolo centro, come molti altri della Piana, è il riflesso di una realtà più ampia: fatta di chi avrebbe voluto denunciare ma non ha trovato ascolto, di vittime che hanno vissuto l’angoscia di un sistema incapace di proteggerle, di una lotta quotidiana tra paura e coraggio. Raccontare questa storia significa cogliere le sue contraddizioni: la violenza e la voglia di riscatto, il silenzio e le voci che hanno cercato di spezzarlo.

La condanna dei colpevoli è un passo avanti, ma insufficiente se non si riconosce che la battaglia è più ampia. I minori devono avere strumenti per difendersi, spazi dove essere ascoltati, istituzioni che non permettano che simili atrocità si ripetano. Ma soprattutto, il territorio deve essere raccontato con onestà. Seminara non può diventare il simbolo di un’omertà assoluta, né una macchia sulla coscienza della Piana di Gioia Tauro o dell’intera Calabria. La violenza nasce in contesti complessi, nelle difficoltà economiche, nella marginalità sociale che rende il crimine possibile e la giustizia distante. La Piana di Gioia Tauro è un territorio di contraddizioni, di lotte quotidiane, di persone che non si arrendono alla narrazione della rassegnazione.

La Calabria non è solo il luogo del silenzio, ma anche quello della resistenza, della forza di chi continua a credere nel cambiamento. Perché, al di là delle sentenze, la vera battaglia si combatte nelle scuole, nelle istituzioni, nei luoghi dove si può ancora incidere sul futuro. Alla fine, la vera domanda è questa: cosa resta dopo la giustizia? Se il racconto si limita alla condanna senza interrogarsi sulle radici del problema, il rischio è quello di lasciare che tutto si ripeta. Seminara deve essere ascoltata, nelle sue ferite e nella sua volontà di non farsi definire solo dal peggio. E con lei, la Piana di Gioia Tauro e la Calabria tutta.

Perché ogni storia ha due facce, e ignorarne una significa non avere davvero imparato nulla.

In questo contesto si inserisce la nota del Sindaco di Seminara e della sua amministrazione che abbiamo deciso di proporvi integralmente:

In qualità di Sindaco, desidero esprimere ancora una volta la mia più profonda solidarietà alle giovani vittime della ormai nota vicenda riguardante gli abusi sessuali, un dramma che ha profondamente scosso e stravolto, in primis, la vita delle persone colpite e, di conseguenza, l’intera comunità. La sottile linea che separa la sensibilizzazione pubblica dal rischio di speculazioni su una tragedia di tale portata ci ha portato, finora, a mantenere un basso profilo, adottando il riserbo e la massima delicatezza per tutelare le ragazze, vittime di una delle pagine più buie e tristi della storia della nostra cittadina. Tuttavia la risonanza mediatica che ha seguito questa triste vicenda, rende fondamentale non solo ribadire la nostra condanna verso tali atrocità, ma anche sostenere concretamente chi ne è stato colpito.

Il nostro impegno, come è stato più volte riconosciuto, si è manifestato sin dal primo momento attraverso una serie di iniziative che desidero ripercorrere pubblicamente:

Costituzione parte civile: il Comune ha deciso di costituirsi parte civile nel processo, per stare al fianco della vittima e ribadire la nostra ferma condanna verso ogni forma di violenza.

Vicinanza alla vittima: non appena le condizioni lo hanno permesso, il 16 novembre 2023 ho personalmente visitato la giovane per trasmettere un messaggio di vicinanza da parte dell’intera comunità.

Incontro con i genitori: ho accolto i genitori presso il mio ufficio in Comune per ascoltare le loro preoccupazioni e offrire un supporto concreto, in un momento di sincero confronto e solidarietà.

Supporto psicologico: è stato attivato un servizio di supporto psicologico, affidato alle nostre assistenti sociali, per aiutare la giovane e la sua famiglia a superare questo trauma con l’accompagnamento adeguato.

Creazione di un’applicazione di supporto: a garanzia di un sostegno ancora più immediato e accessibile, è stata sviluppata un’applicazione che consente a chiunque si senta vittima di violenza o viva un disagio di richiedere aiuto, anche in forma anonima.

In risposta al clamore, con profondo senso istituzionale e solidarietà, il Comune di Seminara parteciperà a un presidio silenzioso che si terrà domenica 13 aprile, per testimoniare nuovamente la nostra vicinanza alla giovane e alla sua famiglia, nonché per ribadire che Seminara non è come è stata descritta in questi ultimi giorni, è una Cittadina che ripudia ogni forma di violenza e non consente la strumentalizzazione di questa tragedia a fini personali o politici.

Infine, mi piacerebbe che  la famiglia e, dunque, anche la giovane, si unisse a noi in questa manifestazione per rinnovare la solidarietà di tutta la comunità e partecipare all’evento previsto per domenica 13 aprile. È un’occasione per dimostrare unità e impegno contro ogni forma di violenza sulle donne.

Insieme, con determinazione e solidarietà, costruiremo una comunità più forte, unita e giusta.

Il Sindaco

Dott. Giovanni Piccolo e l’Amministrazione Comunale.