Sei vite salvate dal gesto d’amore della famiglia di Michele Amato

I familiari del giovane di Cinquefrondi ha detto sì alla donazione degli organi dopo l’immenso dolore della perdita. Cinque espianti multiorgano hanno offerto nuove possibilità di vita a pazienti in diverse regioni d’Italia

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Storie di destini e rinascite che si intrecciano dopo una immane tragedia. La morte insensata del giovane Michele Amato, 22 anni appena, se da una parte ha lasciato, inevitabilmente, vuoto, sgomento e tanto dolore ai suoi familiari, agli amici ed alla comunità di Cinquefrondi, dall’altra ha aperto la possibilità di restituire esistenza e speranza ad altre sconosciute persone che avranno, assieme ad una nuova opportunità di salute anche, moralmente, un debito di infinita riconoscenza verso una famiglia che ha scelto la strada della generosità dopo aver subito quella del dramma.  

Secondo quanto riportato dalla testata ReggioToday infatti, sono stati ben cinque gli espianti di organi che Michele e la sua famiglia hanno consentito, permettendo agli specialisti del GOM, in collaborazione sinergica con equipe multidisciplinari, provenienti persino da altre regioni, un eccezionale intervento multiorgano. Da quanto si apprende, i reni sono rimasti a Reggio impiantati a due persone dializzate da tempo; il cuore è stato destinato ad un paziente di Roma; il fegato ad un paziente in Abruzzo; i polmoni hanno preso la via della Sicilia mentre le cornee sono state inviate a Cosenza presso la Banca degli Occhi della Regione Calabria.

Un grande lavoro di coordinamento scientifico e chirurgico che ha coinvolto diverse specialità reso possibile dalla grande sensibilità della famiglia Amato disposta, in un momento di grandissimo dolore, ad un gesto di assoluto altruismo e benevolenza, con la decisione di permettere l’avvio delle procedure di espianto restituendo possibilità di salute e un nuovo cammino ad altre persone. Una scelta etica, morale ma soprattutto d’amore unita all’immenso valore umano nella quale gli stessi familiari hanno riposto fiduciosamente la speranza che una parte di Michele possa tornare a vivere riscoprendola nel sorriso di altre persone aiutate a riprendersi un’altra opportunità.