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È scattata l’operazione ndrangheta stragista

In carcere Rocco Santo Filippone, considerato organico al clan Piromalli di Gioia Tauro

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Ndrangheta stragista è il nome che gli inquirenti hanno dato all’operazione che questa notte ha fatto finire in carcere Rocco Santo Filippone, considerato organico al clan Piromalli di Gioia Tauro.

Nell’operazione è stata anche notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere a Giuseppe Graviano, capomafia del mandamento di Brancaccio a Palermo.

La Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha ricostruito le dinamiche del duplice omicidio del 18 gennaio 1994in cui sono morti i brigadieri Fava e Garofalo e dei due tentati omicidi dei Carabinieri dell’1 dicembre 1993 e dell’1 febbraio 1994.

Quelle azioni criminali secondo gli investigatori si inquadrano nel contesto della strategia stragista che ha insanguinato il Paese nei primi anni ’90 e in particolare nella stagione definita delle stragi continentali.

Protagonista di quel periodo, non sarebbe stata solo cosa Nostra (che tuttavia ebbe il ruolo operativo) ma anche la ndrangheta.

Gli attentati contro i Carabinieri non andrebbero letti ciascuno in maniera singola e isolata, ma inseriti in un contesto di più ampio respiro e di carattere nazionale nell’ambito di un progetto criminale, la cui ideazione e realizzazione è maturata non all’interno delle cosche di ndrangheta, ma si è sviluppata attraverso la sinergia, la collaborazione e l’intesa di organizzazioni criminali, che avevano come obiettivo l’attuazione di un piano di destabilizzazione del Paese anche con modalità terroristiche.

Rocco Santo Filippone, di 77 anni, di Melicucco, era a capo del mandamento tirrenico all’epoca degli attentati ai carabinieri. La Dda gli contesta anche il reato di associazione mafiosa per essere ritenuto, anche attualmente, l’elemento di vertice della cosca Filippone, legata ai Piromalli.