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Sbloccato il porto di Gioia Tauro

I portuali hanno ripreso a lavorare alle 21

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Alle 21 i portuali hanno interrotto la protesta, durata 50 ore, e sono tornati nel piazzale a lavorare. La decisione è arrivata al termine di assemblee molto tese in cui non sono mancati i momenti di scontro.

Dopo una lungariunione tra le organizzazioni sindacali e Mct, l’azienda che gestisce il terminal ha dato la propria disponibilità (leggi il documento) a riaprire le trattative sul numero dei lavoratori da mandare in mobilità. Le posizioni di partenza restano comunque molto distanti: i sindacati, considerati i volumi di traffico attuali, ritengono che gli esuberi si possano attestare al massimo sulle 300 unità; Per Mct invece sono 442.

Alla fine della riunione sono iniziate le assemblee che hanno portato allo sblocco delle 21.

In questo momento l’attenzione è rivolta al numero delle persone che andranno in mobilità ma la vera partita da giocare sarà quella sulle attività da promuovere per rilanciare economicamente e soprattutto dal punto di vista occupazionale il porto di Gioia Tauro.

Ad agosto è stato firmato l’accordo per la creazione della Agenzia che si occuperà della riqualificazione e della ricollocazione dei dipendenti portuali che usufruiscono attualmente degli ammortizzatori sociali.

Una soluzione, su cui il Governo si è impegnato a investire circa 45 milioni di euro, che dovrebbe servire a garantire per 36 mesi i dipendenti portuali in esubero, in attesa della concretizzazione di nuove soluzioni che potrebbero essere rappresentate dalla costruzione del bacino di carenaggio, dall’area stoccaggio contenitori reefer e dalla partenza del gateway ferroviario.