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Sanità, Gioia: Nardi replica a D’Agostino

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Salvatore Nardi

GIOIA TAURO – A 24 ore dall’intervista rilasciata dal consigliere provinciale Raffaele D’Agostino sul tema della sanità, arriva la replica di Salvatore Nardi assessore comunale alle Politche sociali del comune di Gioia Tauro.
«D’agostino accusa il sindaco di dare risposte di basso profilo – afferma Nardi – e poi lancia insinuazioni contro di me. Non lo accetto anche perchè non è la prima volta che accade: Durante l’ultima campagna elettorale invece di parlare dei suoi programmi, preferiva attaccarmi sulla gestione delle politiche sociali al Comune. Poi ha suggerito a un consigliere di attaccarmi a mezzo stampa, tirando in ballo senza alcun motivo la mia famiglia.

Si riferisce al passaggio in cui D’Agostino dichiara che i problemi maggiori della sanità sono nati nel periodo dei comitati di gestione, considerato che suo padre è stato uno dei componenti dal 1986 al 1991?
«Esattamente. Intanto dice il falso quando sostiene che i comitati siano responsabili della nascita degli ospedali fotocopia, considerato che la struttura più recente (Gioia Tauro ndr) è stata costruita nel 1973 e i comitati di gestione sono nati nei primi anni 80. Gli sperperi di oggi sono di gran lunga superiori a quelli di allora e io sono pronto a documentare in modo dettagliato il fatto che mio padre avviò una importante campagna contro gli sprechi, bisogna ricordare che tutti gli atti passavano dal comitato di controllo regionale. Aggiungo che dei tre comitati della Piana che erano Gioia, Polistena e Taurianova, quello noto per le assunzioni facili non era quello gioiese».
Il 16 dicembre ci sarà la manifestazione in favore della sanità. Esiste davvero il rischio di “esasperare” la gente?
«Assolutamente no. Noi non allarmiamo nessuno, semplicemente a differenza di chi ci ha preceduto, rendiamo partecipi i cittadini e li informiamo su tutto ciò che accade».
Secondo D’Agostino la manifestazione andava fatta tre anni fa e non ora.
«Noi tre anni fa ci davamo già da fare nell’interesse della città e abbiamo raccolto quasi ventimila firme per l’ospedale unico. Non siamo rimasti con le mani in mano pur non avendo ruoli istituzionali. Lui era nelle nostre stesse condizioni, ma non mi pare abbia fatto qualcosa».
Avete indicato per la costruzione del possibile ospedale il terreno del centro sperimentale dell’Arssa. E’ stato un autogol?
«Questa è per me una cosa inspiegabile. Non riesco a capire perchè prendere una parte di terreno al centro sperimentale sia difficoltoso mentre i laboratori e le aziende agricole dei terreni dell’Agrario di Palmi si possano espropriare senza problemi. C’è una ragione che motiva questa differenza di atteggiamento?».
Ma questa continua polemica non rischia di essere deleteria?
«Non amo le polemiche, però se vengo attaccato rispondo. Le garantisco che gli argomenti non mi mancano, ma reputo che questo clima non sia produttivo per la città. Per questo spero che questa vicenda si chiuda qui».
Lucio Rodinò

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