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Rosarno La parrocchia di “S. Antonio” chiede il campo di calcetto confiscato alla ‘ndrangheta

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ROSARNO – Il campo di calcetto di contrada “Bosco”, sorto sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta, dopo anni di inutilizzo, diventerà luogo di riferimento dal punto di vista sociale e sportivo.

A darne comunicazione é l’assessore ai L.P Teodoro De Maria, il quale non ha nascosto la «grande soddisfazione per il percorso intrapreso insieme alla parrocchia di “Sant’Antonio” e ai giovani residenti nella popolosa contrada medmea».

De Maria ci ha tenuto a sottolineare che dall’azione congiunta dell’amministrazione di centrosinistra, della parrocchia e dei giovani, «già nei mesi di luglio ed agosto 2012 è stato organizzato un torneo di calcetto al quale hanno partecipato 12 squadre, che si sono affrontate all’insegna del confronto, della socializzazione e della maturità sportiva e civica».

E proprio sulla scia di quell’evento, nei giorni scorsi, presso palazzo “S. Giovanni”, si è tenuta una riunione alla quale hanno preso parte, oltre al primo cittadino Elisabetta Tripodi, lo stesso assessore De Maria, il presidente del consiglio comunale Totò Bottiglieri ed il nuovo parroco di “Bosco”, il quale ha espresso «la volontà di ottenere, tramite convenzione stipulata con l’ente comunale, la gestione del campetto confiscato alla mafia e di tutta l`area adiacente ad esso», al fine di avviare, insieme all’assessore De Maria, «un lavoro di ripristino della legalità e valorizzazione dei beni pubblici di quella contrada»

L’idea è quella di trasformare l’intera area (di oltre un ettaro) in un campo di calcio sterrato a 11 e di far nascere una squadra di calcio che tenga alti i valori sportivi e di legalità di questa contrada. «I lavori – ha spiegato il membro di giunta – verrebbero svolti  dalle unità lavorative del comune di Rosarno, coadiuvate dai giovani del “Bosco”».

Dal riutilizzo dei beni confiscati alla ‘ndrangheta si intende quindi dare il via ad un piano di recupero sociale che tenga in considerazione la necessità di questa contrada di uscire dalla marginalità nella quale è confinata da ormai troppo tempo.

Francesco Comandè