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Rosarno, il sindaco Tripodi: «vado avanti per la mia strada»

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ROSARNO – Le dichiarazioni di Elisabetta Tripodi non sono tardate ad arrivare:«la cosa che più mi lascia perplessa é che la lettera sia stata scritta su carta intestata del Comune. Non sono spaventata ma semplicemente amareggiata, una cosa è però sicura: se qualcuno si aspettava che mollasi la presa si sbaglia di grosso, io vado avanti per la mia strada».

La missiva ricevuta due giorni fa dal primo cittadino di Rosarno, firmata da Rocco Pesce, si concludeva con le seguenti allusioni: «Io e la mia famiglia eravamo soliti godere della reciproca compagnia con i suoi più stretti familiari, in occasione dei consueti aperitivi in corso Garibaldi, dove, a memoria, ricordo piacevoli e cordiali scambi costruttivi di opinioni, dove si argomentava questioni interessanti della nostra città. Mi viene in mente un detto senza alcuna allusione: che ogni persona ha i propri scheletri nell’armadio, e converra’ con me che l’estremo perbenismo è solo ipocrisia e sono sicuro che lei è una persona molto intelligente per poter cadere in simili bassezze».

Il messaggio che la lettera vuol far passare è chiaro: noi ti abbiamo supportata durante la campagna elettorale, abbiamo gioito per te e per la tua vittoria,  anche in virtù di vecchie amicizie con alcuni tuoi familiari, e tu ci ripaghi prendendotela con noi? Costituendoti “parte civile” nei processi che lo Stato ha intentato contro la famiglia Pesce e firmando le petizioni di sgombero riguardanti i nostri immobili?

In virtù di ciò, la Tripodi e la sua giunta hanno subito deciso di portare la lettera ai carabinieri e di interpellare la magistratura, visto che, a detta loro, «il testo sa di diffamazione nei confronti del primo cittadino e della sua maggioranza. Come se si volesse gettare del fango sulla vittoria elettorale del centrosinistra di dicembre 2010».

Tra ieri ed oggi tantissimi sono stati gli attestati di stima nei riguardi di Elisabetta Tripodi, a cominciare dal senatore Adriano Musi, commissario regionale del Partito Democratico per la regione Calabria, e finendo con il Ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, il quale, dopo aver telefonato personalmente alla Tripodi, starebbe pensando di predisporre un servizio di scorta per il sindaco rosarnese, a dimostrazione del fatto che magistratura ed Istituzioni pensano ad una possibile connotazione intimidatoria.

Francesco Comandè