
ROSARNO – Con una lettera di autosospensione dal Pd, inviata dal gruppo dei cosiddetti “moderati” (Francesco Oppedisano, Franco Bruzzese, Michele Brilli e Antonio Sorace) alle dirigenze regionali, provinciali e cittadine del partito, il circolo territoriale dei democratici rosarnesi palesa apertamente la spaccatura dovuta alla profonda differenza politica esistente tra le 2 anime interne al direttivo: ex diessini ed ex socialisti/democristiani.
I problemi interni erano divenuti di pubblico dominio allorchè, nei mesi scorsi, Brilli fu costretto a dimettersi dall’incarico di assessore comunale all’Istruzione a causa di alcuni dissidi, che lo avevano visto contrapposto ad alcuni componenti del gruppo consiliare del suo stesso partito. Da quel momento, le diverse anime piddine hanno ingaggiato una lotta intestina che ha portato il Pd ad un punto di non ritorno.
Le motivazioni della crisi odierna, a quanto appreso dalla missiva, sarebbero da ricercare nella «mancanza di dialogo», causa di «polemiche ed attacchi finalizzati a sterili personalismi, che hanno dato l’immagine negativa di una organizzazione partitica disancorata dalla sua missione» ed una ricaduta di questi problemi «sulla persona del Sindaco, che a volte l’hanno costretta – suo malgrado – a frenare l’azione amministrativa».
I moderati, dai quali sembra essersi discostato il vicesindaco Carmelo Cannatà, ci tengono tuttavia a sottolineare che la crisi che attanaglia il PD rosarnese non dovrebbe andare a pesare sulla tenuta dell’amministrazione, visto che «in nessun caso verrà meno – si legge nella nota- il sostegno al programma dell’amministrazione comunale ed al sindaco, in quanto ciò che chiediamo con forza è che si ristabiliscano le regole e le funzioni all’interno del partito nel pieno rispetto politico, democratico e personale fra tutti i soggetti».
In ogni caso va specificato che il gruppo consiliare dei bersaniani avrebbe, qualora servisse una dimostrazione di forza, i numeri per sostenere Elisabetta Tripodi e la sua giunta, visto che una eventuale lotta in consiglio vedrebbe il “fuoriuscito” Bruzzese (uno dei 4 firmatari) contro il coeso gruppo formato da Filippo Italiano, Grace D’Agata, Maria Borgese, Andrea Il Grande e Pasquale Calarco.
In attesa del congresso cittadino, quindi, la segretaria uscente Stefania Mancuso (intenzionata a non ricandidarsi alla guida dei democrat) si ritrova tra le mani l’ultimo ingombrante nodo da sciogliere, l’ennesimo da quando è alla guida del circolo territoriale medmeo.
Francesco Comandè





