Rosarno: A Prestipino il Premio Valarioti

Prestipino riceve il premio dalla Tripodi
Prestipino riceve il premio dalla Tripodi

ROSARNO – Con l’assegnazione del Premio a Michele Prestipino, Procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, l’edizione 2011 della manifestazione culturale antimafia dedicata a Peppe Valarioti, dirigente locale del Pci ucciso 32 anni fa, è giunta, ieri, alla sua terza ed ultima sessione.

«Valarioti è un eroe del nostro tempo, un ragazzo da onorare e da far conoscere alle nuove generazioni – ha esordito il sindaco Elisabetta Tripodi – e conferire tale Premio ad un uomo di valore come il dott. Prestipino, impegnato quotidianamente nel contrasto alla criminalità organizzata, non puo’ che essere motivo di vanto per l’intera comunità rosarnese».

La Camera, Tripodi, Inserra, Prestipino e De Masi
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Sul tema Rosarno si è soffermato anche Prestipino: «tutti conosciamo questa cittadina e lo strapotere delle due famiglie di ‘ndrangheta che qui hanno la loro base operativa  – sono state le prime parole del magistrato – e parlare di ciò non significa, come pensano alcuni, denigrare questa comunità, bensì prendere atto degli aspetti negativi per cercare di far emergere quanto di buono essa possa esprimere».

Secondo il capo della Dda reggina, la stragrande maggioranza dei rosarnesi «è gente onesta che deve però imparare a svincolarsi, una volta per tutte, dalla mentalità ‘ndranghetistica che tiene in scacco l’intera città». Nonostante «l’impressionante mole di affiliati sui quali possono contare le famiglie Pesce e Bellocco», secondo Prestipino «il cambiamento è già in atto, grazie, anche, alla forza che hanno trovato alcune donne legate a queste ‘ndrine, come Giusy Pesce e Maria Concetta Cacciola».

Lavorato riceve la targa da Bottiglieri

La manifestazione, apertasi con la proiezione del video “Per non dimenticare: due eroi dei nostri giorni”, prodotto dai ragazzi dell’Istituto “Piria” nel 2010, (che mette a confronto le storie di Peppino Impastato e Peppe Valarioti), e moderata dal giornalista Michele Inserra, ha registrato la presenza, al tavolo dei relatori, di Claudio La Camera, direttore del Museo della ‘ndrangheta” di Reggio Calabria e Don Pino De Masi, Vicario Generale della Diocesi di Oppido/Palmi e referente di “Libera Calabria”.

Presenti in sala, anche le due sorelle di Peppe Valarioti ed il nipote Totò Bottiglieri, attuale presidente del consiglio comunale di Rosarno, che ha personalmente consegnato una targa di riconoscimento all’ex sindaco medmeo Peppino Lavorato, «per la lunga militanza politica al servizio della legalità».

Francesco Comandè

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