GIOIA TAURO – La Guardia di Finanza ha fermato all’alba di oggi 13 persone, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Si tratta di Giuseppe Brandimarte (43 anni), Alfonso Brandimarte (37 anni), Gianpietro Sgambetterra (29 anni), Vinicio Cambrea (41 anni), Mario Ietto (46 anni), Vincenzo Caratozzolo (33 anni), Francesco Siviglia (41 anni), Giuseppe Condello (43 anni), Rocco Gagliostro (37 anni), Antonio Femia (33 anni), Antonio Calabrò (24 anni), Vincenzo Crisafi (34 anni) e Antonio Campanella (27anni).
Secondo l’accusa avrebbero importato grossi quantitativi di droga dal Sud America per rivenderla in tutta Europa.
Dall’inizio dell’indagine nel 2011 sono stati sequestrati 4 tonnellate di cocaina per un valore di circa 800 milioni di euro.
Nel corso dell’operazione, chiamata puerto liberado, e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, sono state denunciate 61 persone coinvolte a vario titolo nel traffico di droga.
Le indagini sono partite nel marzo del 2011 dopo il sequestro di un carico di droga all’interno di un container. Il primo importante riscontro è arrivato nell’ottobre dello stesso anno quando i finanzieri hanno arrestato Vincenzo Trimarchi, mentre provava a uscire dal porto su un furgone con 560 chili di cocaina.
Quell’episodio ha permesso di restringere il campo e di individuare nei fratelli Giuseppe e Alfonso Brandimarte i capi dell’organizzazione.
I due fratelli potevano contare sulla collaborazione di altri dipendenti portuali ed erano in grado di mettere a punto in maniera costante nuove tecniche per fare uscire la droga dal porto, senza incorrere nei controlli delle forze di Polizia.
I trafficanti avevano inoltre elaborato un codice alfanumerico per comunicare, senza correre rischi, le informazioni necessarie.
L’organizzazione otteneva come ricompensa una percentuale del carico che variava dal 10 al 30%.
Lucio Rodinò





