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Psicologia solidale per chi è in difficoltà

Sedute di psicologia in base al reddito come previsto dall'Organizzazione mondiale della Sanità.

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Quante volte si pensa di aver bisogno di un aiuto psicologico? Di un “estraneo” con cui parlare liberamente anche solo per sfogarsi un pò. Quasi mai però lo stesso pensiero si concretizza per paura di un percorso lungo e soprattutto costoso, come fosse un bene di lusso.

Oggi non è più cosi, e l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) ha incluso il benessere psicologico nel concetto di salute, stabilendo che gli individui devono avere la possibilità di sentirsi a proprio agio nelle circostanze che si trovano a vivere.

Nasce cosi il progetto di psicologia solidale che propone di far pagare gli utenti in base al reddito, secondo le proprie disponibilità e avendo quindi una possibilità senza precedenti di essere supportati in un momento difficile.

A sposare in pieno il progetto è stata Valeria Basile, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa di Reggio Calabria, che ha metabolizzato nel tempo un desiderio che custodiva da anni, fino a dargli finalmente vita.


“Quasi un anno fa sono partita alla volta del Madagascar per un mese e mezzo di missione umanitaria. – ci ha detto – Lì mi confrontavo costantemente con il dolore e la sofferenza, legati per lo più alla malnutrizione, alla povertà, alla paura che i propri figli potessero sparire da un momento all’altro per finire nell’ormai dilagante giro di traffico d’organi e prostituzione”.

La dottoressa già prima della partenza si era dedicata al volontariato nei vari reparti di ginecologia e ostetricia, sentendosi nonostante tutto sempre impotente.

“Cosa posso offrire a una donna che ha perso il proprio bambino in modo inspiegabile alla 37° settimana di gestazione; – si chiedeva – a un padre che ha perso il lavoro e si reca tutti i giorni alla Caritas per portare qualcosa da mangiare ai propri figli; a una bambina che dall’altra parte del mondo mi guarda e in fin di vita mi tende la mano; a una donna che ogni mese nel vedere che le è tornato il ciclo mestruale si sente vuota e incompleta perché “incapace” di dare la vita.

Tutte le volte che sono stata emotivamente presente con questa gente, con le loro storie, con il loro dolore, – ha spiegato la Basile – quello che poi ho ricevuto è stato un “grazie”. Ma a questa gratitudine si succedeva ancora una volta un senso di impotenza, quando mi si chiedeva di poter continuare a vederci ma non ci si poteva permettere economicamente le sedute.

E’ stato qui che mi sono detta che nel mio piccolo qualcosa la potevo fare: non posso cambiare il “sistema del servizio pubblico”? Bene, allora proverò a portare il pubblico nel privato”.

Affiancata dalla collega Annarita Sidari, la dottoressa Basile quindi effettua psicoterapia in base al reddito all’AION Psicoterapie di Reggio, nella speranza di potersi estendere a Gioia Tauro, dove già presta servizio.

“Qualcosa si può fare, – ha concluso poi la Basile – e sento l’obbligo etico di provarci.
Sono anni che la categoria si batte per richiedere l’istituzione della figura dello psicologo di base. A mio avviso non si può più aspettare più”.