Processo Califfo: diciotto anni a Giuseppe Pesce

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Il tribunale di Palmi
Il tribunale di Palmi

Tribunale_di_Palmi misure decentiPALMI – E’ stata pronunciata stamattina presso il tribunale di Palmi, la sentenza di primo grado che vede coinvolti alcuni esponenti della cosca Pesce di Rosarno, nel processo rinominato Califfo.

Sedici gli imputati coinvolti, settantanove gli anni di carcere e due assoluzioni. Sono questi i numeri della sentenza emessa dal collegio presieduto da Antonio Battaglia con Claudio Paris e Anna Laura Ascioti come giudici a latere, dopo la requisitoria delle scorse settimane del PM Alessandra Cerreti

A diciotto anni di reclusione è stato condannato Giuseppe Pesce, mentre quattordici anni e otto mesi di reclusione, è stata la pena prevista per Biagio Delmiro e Saverio Marafioti.

Quattordici anni di reclusione poi per Domenico Sibio, mentre sono stati condannati a tredici anni e quattro mesi di reclusione D’amico Daniele, Messina Rocco e  Muzzupappa Francesco Antonio. A dodici anni invece la pena conferita a Ilenia Bellocco.

I condannati indicati, sono stati inoltre interdetti in perpetuo dai pubblici uffici con interdizione legale durante la pena e misura di sicurezza vigilata per la durata di anni tre una volta espiata la condanna.

Cinque anni di reclusione invece sono stati inflitti a Fortugno Domenico, mentre due anni e otto mesi di reclusione sono quelli previsti per D’agostino Maria Carmela, Fortugno Demetrio e Spataro Maria Grazia.

Tutti gli imputati sono stati inoltre condannati al pagamento delle spese processuali e di quelle di custodia cautelare, con risarcimento del danno alle costituite parti civili (Regione Calabria, Provincia di Reggio Calabria e Comune di Rosarno).

La sentenza ha poi assolto  Giuseppe Fabrizio e Angilletta Rosa Maria nonché ha infine previsto la confisca di due ditte di trasporto di Rosarno con relativo patrimonio aziendale e somme di denaro sequestrate nel 2012, che ammonterebbero a quasi centomila euro.

Lo stesso collegio provvederà, entro il termine di novanta giorni, al deposito delle motivazione della sentenza.

Angela Angilletta