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Preiti, domani interrogatori di garanzia. I magistrati: ha agito da solo

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ROMA – Per i magistrati romani che indagano sulla sparatoria di domenica mattina a piazza Colonna, non ci sono dubbi: Luigi Preiti ha agito da solo, senza mandanti o complici, premeditando il gesto folle commesso, probabilmente in preda alla disperazione.

Il procuratore aggiunto di Roma Pierfilippo Laviani ed il sostituto Antonella Nespola – secondo quanto dicono nella richiesta di convalida del fermo – si è trattato di un’iniziativa isolata di Preiti. La richiesta di convalida è all’esame del gip Bernadette Nicotra.

Intanto è stata fissata alle 10e30 di domani, 1 maggio, l’udienza di convalida dell’arresto, nel carcere romani di Rebibbia dove Preiti si trova dal giorno dell’arresto; Preiti è accusato del tentato omicidio di tre carabinieri, porto e detenzione di arma clandestina e ricettazione. Il tutto con le aggravanti della premeditazione e dell’aver agito contro pubblici ufficiali in servizio di ordine pubblico.

La Procura di Roma ha chiesto anche la convalida del sequestro di oggetti appartenenti a Luigi Preiti: la pistola Beretta 7.65, i proiettili, una mappa di Roma con indicato il percorso dall’hotel alla stazione Termini, dove Preiti ha alloggiato la notte tra sabato e domenica, e piazza Montecitorio, luogo del ferimento dei carabinieri. Sequestrata anche la punta di un trapano trovata nella borsa dell’uomo, mentre la Procura di Palmi ha chiesto il sequestro del materiale che i carabinieri hanno prelevato da casa dei genitori dell’uomo, a Rosarno.

Luigi Preiti ha compiuto “atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà”, si legge nella richiesta di convalida dell’arresto, tra i capi di imputazione. A Preiti è contestato il tentato omicidio plurimo “per avere con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso esploso sette colpi di arma da fuoco a distanza ravvicinata e ad altezza uomo, attingendo così al collo il carabiniere brigadiere Giuseppe Giangrande e alla gamba l’appuntato Francesco Negri, mentre tentava di sottrarsi al fuoco dietro un riparo, e al giubbotto operativo di tela il vicebrigadiere Marco Delio Murrighile che lo stava affrontando”.