Nuovi elementi emergono dall’indagine della Procura di Roma sul progetto del Ponte sullo Stretto, un’inchiesta che coinvolge anche l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’avvocato Francesco Saccomanno e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio avrebbero tentato di corrompere altri due magistrati contabili chiamati a occuparsi del dossier.
I due indagati avrebbero avvicinato i giudici nel tentativo di influenzarne l’operato, senza però ottenere alcun risultato. I magistrati contattati, infatti, non avrebbero dato seguito alle sollecitazioni ricevute.
Sul fronte investigativo prosegue il lavoro degli inquirenti sul materiale sequestrato dai carabinieri del Ros. Sotto il coordinamento dell’aggiunto Giuseppe De Falco, gli investigatori stanno analizzando cellulari e computer acquisiti nel corso delle perquisizioni.
Dagli atti emerge inoltre un rapporto di particolare vicinanza tra Miele e Virgiglio. Il magistrato, secondo quanto riportato, si sarebbe rivolto all’imprenditore anche per individuare architetti di fiducia in grado di fornire preventivi più contenuti per lavori di progettazione e ristrutturazione nelle abitazioni dei figli.
L’inchiesta prosegue con l’esame del materiale acquisito e con ulteriori approfondimenti sul ruolo dei soggetti coinvolti.





