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Polistena, Tripodi rilancia ad Occhiuto: “Non riuscirai a chiudere l’ospedale!”

La presidente del Comitato, Marisa Valensise: "I cittadini ancora partono per i viaggi della speranza"

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Mentre in ospedale veniva inaugurato il restyling degli ambienti operatori a poche centinaia di metri di distanza, presso il palazzo municipale, un’assemblea pubblica convocata dall’Amministrazione comunale di Polistena raccoglieva un drappello di amministratori, cittadini e volontari per discutere, in tono critico, sullo stato della sanità pianigiana e sullo stesso presidio ospedaliero evidenziando l’insufficienza delle azioni finora messe in campo e chiedendo un maggiore e migliore impegno per salvaguardare il Santa Maria degli Ungheresi a tutela della salute dell’intero comprensorio ma soprattutto per mantenere alta l’attenzione su un tema caldo e di strettissima attualità.

«Ringrazio per l’invito ma lo rispedisco al mittente e dico al governatore Occhiuto che se gli altri non sono riusciti a chiudere l’ospedale di Polistena non ci riuscirai neanche tu!» è stato l’urlo forte che il sindaco di Polistena Michele Tripodi ha voluto far arrivare all’establishment regionale (rispondendo così anche alla stoccata di Di Furia, nda) nel corso dell’assemblea pubblica alla quale hanno preso parte, oltre ai rappresentanti del Comitato per la salute, anche i sindaci di Oppido, Giuseppe Morizzi e Giffone, Totò Albanese alla presenza, ancora una volta, del professore Riccardo Mazzitelli già illuminato chirurgo in servizio presso l’ospedale cittadino.

«La Calabria è in allarme da 15 anni e loro si preoccupano dei cittadini preoccupati della propria salute!?» ha detto la portavoce Marisa Valensise, certa che «l’ospedale di Palmi non si farà mai», e che Polistena possa venire declassato ad ambulatorio. «Ce la farà allora il GOM tenendo conto che Polistena è uno spoke che già serve 180mila abitanti? È una vergogna!» aggiungendo poi ancora, in merito alla denuncia dell’ASP, che «nessuno si è chiesto cosa abbiano fatto di male 2400 cittadini per essere messi alla berlina».

«Io in qualità di sindaco di Cinquefrondi, presidente dell’Assemblea dei sindaci della Piana e consigliere metropolitano delegato alla Sanità oggi ho scelto di essere qui e non lì. Diffidare il Comitato è una cosa di una schifezza inaudita. I comitati devono poter parlare e chi sta nelle Istituzioni ha il dovere di ascoltare. Credo sia arrivato il momento di andare direttamente a Roma per ricordare che abbiamo gli stessi diritti di ogni cittadino italiano» ha ribadito Michele Conia nel suo intervento, sottolineando la pesante assenza dei consiglieri regionali e dei parlamentari di questo territorio.

Convinto della battaglia intrapresa a difesa della sanità pianigiana e dell’importanza di ripristinare attivamente il servizio di guardia medica presso i Comuni anche il primo cittadino di Giffone, Totò Albanese, il quale ha spiegato che «far venire meno gente al pronto soccorso significa non intasare l’ospedale di Polistena e permettere alle persone di essere curate in loco».

Poco dopo un corteo si è mosso dalla sede municipale verso l’ingresso del vicino ospedale. Alla testa uno striscione con la scritta “Basta passerelle sulla nostra pelle”. Arrivati davanti al presidio, i manifestanti, in maniera pacifica, lo hanno esposto in bella vista mentre dentro erano in corso le operazioni di taglio del nastro da parte del dg Di Furia, del Prefetto Vaccaro e dell’entourage ospedaliero.

«Vediamo, giorno dopo giorno, spegnersi i servizi minimi per i cittadini – ha spiegato il sindaco di Oppido Mamertina Giuseppe Morizzi -. C’è davvero bisogno di girare pagina e di avere una sanità che sia all’altezza della situazione e ci auguriamo che ASP e Regione ne prendano atto».  

«Siamo felici per le migliorie ma loro devono capre da che parte stare» ha ripreso Valensise davanti all’ingresso dell’ospedale. «I soldi investiti qui li vogliamo far fruttare?» ha chiesto con tono deciso ricordando il controverso punto contenuto nella diffida ricevuta che rimanderebbe le attività mancanti all’ospedale di Polistena al costruendo ospedale di Palmi. «Allora, delle due l’una: volete continuare a inaugurare reparti e dare servizi oppure oggi è l’ennesima passerella per confermare che si sono spesi soldi dimostrando di aver fatto qualcosa?» ha chiosato ricordando infine che ancora oggi «i cittadini partono per i viaggi della speranza».

Infine, ancora il sindaco di Polistena. «Non ci prendiamo in giro, si sono solo ristrutturate delle sale operatorie che devono per forza esistere in un ospedale. Non tagliamo nastri per cose che non esistono. Piuttosto chiediamo il potenziamento di Polistena negli organici, perché i reparti chiudono per mancanza di personale e nella struttura: serve un intervento di rinnovazione della facciata e degli spazi; serve un ampliamento se si vuole dare futuro a questo ospedale. È inutile fare inaugurazioni di reparti che già esistono e che non portano alcun valore aggiunto alla sanità del territorio».