Inaugurate le nuove sale operatorie del Santa Maria degli Ungheresi oggetto di un intervento di restyling funzionale e tecnico voluto dall’ASP per apportare migliorie strutturali e tecnologiche necessarie per permettere agli operatori di riprendere con maggiore confort ed efficienza le attività chirurgiche comunque mai cessate. Per l’occasione sono intervenute la dg Lucia Di Furia e il Prefetto Clara Vaccaro accompagnate dal progettista Pasquale Ferraro. Dopo il taglio del nastro a cui è seguita la benedizione impartita dal parroco don Pino Demasi dinanzi al rinnovato blocco operatorio, alla presenza di chirurghi, infermieri, oss e della dirigente dell’UOC di Anestesia e Rianimazione, Francesca Liotta, sono stati illustrati al Prefetto i nuovi ambienti – tra cui una sala day hospital oncologica con cinque postazioni dedicate – dal lay-out completamente rinnovato e dotati di strumentazione di ultima generazione, «il top di gamma» ha informato Di Furia che ha tenuto a ringraziare tecnici e impresa per il prezioso lavoro di squadra.
Progetti realizzati senza minare la continuità degli interventi, ha specificato Ferraro, e sui quali la stessa dg ha chiarito che «voler garantire la continuità delle attività e rinnovare i locali ha comportato l’allungamento dei tempi, altrimenti avremmo dovuto chiudere». Il Prefetto ha riflettuto sul fatto che «nel sistema sanitario nella sua globalità ci siano delle criticità è risaputo; si tratta di investimenti impegnativi che richiedono tempo. Ritengo che ciascuno deve far sentire la propria voce e pretendere di più però occorre anche prendere atto che le strutture lavorano sotto pressione e che, anche a piccoli passi, ci sono delle innovazioni che renderanno il lavoro facilitato e la vita dei pazienti migliore. L’importante è che le battaglie e le lotte si facciano sempre nel rispetto reciproco soprattutto dei lavoratori. Dopodiché si farà uno sforzo tutti assieme perché tutto è perfettibile».
Macchinari e strutture nuove che si traducono in «qualità assistenziale – ha aggiunto Di Furia– che migliora, e questo è importante. La sanità è un campo difficile e complicato dove lavorare, ma è anche sfidante. L’azienda ha fatto uno sforzo enorme in questo periodo e non siamo più la cenerentola d’Italia, questo ci tengo a dirlo». I professionisti Anastasio Palmanova e Maria Giulia Iannace hanno presentato le innovazioni delle due sale parto, di cui una nuova di zecca, e tre sale operatorie rinnovate (una chirurgica, una ortopedica ed una ostetrico-ginecologica) con tanto di sala risveglio post operatorio e sala travaglio cromoterapica emozionale.
«Siamo molto fieri ed orgogliosi del lavoro svolto. In questo ospedale dal 2022 al 2025 abbiamo speso oltre 2,5 milioni di euro in tecnologie. Vuol dire che questo è un ospedale sul quale stiamo puntando. Del resto, è vero che si farà il nuovo ospedale ma la norma non dice che dismetteremo Polistena e quale sarà la sua collocazione lo vedremo nel tempo. Io rispetto le norme e il DCA regionale che dice che l’ospedale di Polistena non verrà dismesso e che si valuterà in seguito (anche se «ci sarà una revisione» ha precisato Di Furia«e parlarne ora è un po’ precoce») una volta finito quello nuovo, e l’atto aziendale che ne prende atto e recita di nuovo questo aspetto».
Pronto soccorso rinnovato nel 2022, impiego provvidenziale dei medici cubani, volontà nel proseguire l’opera di modernizzazione e carenza di professionisti sono stati gli altri temi affrontati da Di Furia con la stampa che alla domanda sulle proteste del Comitato ha risposto: «Credo che i comitati abbiano il compito di pungolare le aziende ma anche di parlare con le aziende attraverso degli incontri. Questo Comitato io l’ho incontrato una volta, due anni fa, e non l’ho più visto – aggiungendo che –se il Comitato denuncia l’azienda al Procuratore qualcuno può pensare che l’azienda non si difenda? – ha riferito parlando di aver dovuto subire anche delle accuse infamanti-. Io non ho niente contro il Comitato – ha detto, confermando di essere aperta al confronto anche in un Consiglio comunale dedicato –. Le attese sono tante e devono essere evase ma ci dobbiamo ricordare da dove siamo partiti altrimenti mistifichiamo la verità. Stiamo crescendo non solo per la parte ospedaliera ma anche per quella territoriale e della prevenzione, specie oncologica che qui non c’era. Io sono qui da 4 anni e non faccio finta di fare il dg, la mia parte credo di averla fatta». Infine lo sfogo: «Non si può parlare male di chi lavora dalla mattina alla sera per garantire la salute dei cittadini. Eppure questo è successo!».
E poi, una stoccata al sindaco della città, Michele Tripodi (fuori dal presidio in protesta dietro uno striscione a fianco del Comitato, nda): «Era stato invitato a partecipare come istituzione. Aveva confermato la presenza, non è venuto. Questione di eleganza istituzionale».





