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Polistena, sette giovani avviano il nuovo anno di Servizio Civile al Centro Padre Pino Puglisi

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scu2026 parrocchia s. marina polistena

Sono sette i giovani che prenderanno parte ai tre progetti attivati per la nuova annualità: “Connessioni in
apprendimento”, “Connessioni educative non formali” e “Culture della memoria”, svolgendo le proprie
attività presso il Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi.
L’avvio del nuovo anno di Servizio Civile rappresenta un momento importante per la comunità parrocchiale e per
tutto il territorio. I giovani saranno coinvolti in attività educative, sociali, culturali e aggregative rivolte
soprattutto ai minori e alle famiglie, affiancando operatori e volontari nelle diverse iniziative promosse durante
l’anno. I progetti puntano a contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, favorire l’inclusione
sociale, rafforzare le competenze dei più giovani e promuovere occasioni di partecipazione, cittadinanza attiva e
crescita personale. Una parte delle attività sarà inoltre dedicata alla valorizzazione della memoria, alla
conoscenza del territorio e all’educazione alla legalità.
Un significato particolare assume lo svolgimento dei progetti all’interno del Centro Polifunzionale Padre Pino
Puglisi, bene confiscato alla ’ndrangheta e restituito alla collettività, oggi luogo di incontro, educazione,
solidarietà e partecipazione. Qui il riuso sociale di un bene confiscato diventa ogni giorno occasione concreta
per costruire relazioni, diritti e nuove opportunità, soprattutto per i più giovani.
Don Pino Demasi, parroco della Parrocchia Santa Marina Vergine e referente del Centro, ha dichiarato: “Ogni
nuovo anno di Servizio Civile rappresenta per noi una possibilità di incontro e di crescita reciproca. Accogliamo
questi giovani chiedendo loro non soltanto di dedicare tempo alle attività, ma di vivere pienamente questa
esperienza, entrando in relazione con le persone, con i bambini, con le famiglie e con la storia della nostra
comunità.
Il Servizio Civile può diventare una grande scuola di vita. Significa imparare che prendersi cura degli altri,
impegnarsi per il bene comune e assumersi delle responsabilità non sono gesti straordinari, ma scelte
quotidiane. In un tempo nel quale spesso prevalgono individualismo e disinteresse, abbiamo bisogno di giovani
capaci di costruire relazioni e di sentirsi parte di una comunità.”
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla memoria e alla legalità, temi che assumono un valore ancora
più forte in un luogo profondamente segnato dalla storia del territorio.
“Vivere un’esperienza di Servizio Civile dentro un bene confiscato alla ’ndrangheta significa comprendere
concretamente che i luoghi possono cambiare destino. Spazi che un tempo rappresentavano potere, paura e
sopraffazione oggi appartengono alla comunità e diventano luoghi di educazione, incontro e libertà. È questo il
messaggio che vogliamo consegnare ai nostri giovani: il cambiamento è possibile quando ciascuno decide di
assumersi la propria parte di responsabilità.”
Nel corso dei dodici mesi i volontari saranno accompagnati dagli operatori del Centro e dai responsabili delle
attività in un percorso che intende coniugare servizio alla comunità, formazione personale e acquisizione di
nuove competenze.
Il Servizio Civile Universale continua così a rappresentare per la Parrocchia Santa Marina Vergine una
scelta educativa e un investimento sui giovani, offrendo loro l’opportunità di vivere un anno di
partecipazione, solidarietà e impegno civile, contribuendo allo stesso tempo alla crescita della comunità.