Polistena, la Fondazione Tripodi si rivolge alla Procura

Presentato un esposto per la vicenda della mancata concessione delle piazze

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“Se il Parlamento non avesse chiuso i battenti avremmo portato la questione anche a Roma” ha detto Michelangelo Tripodi nel corso dell’incontro sulla mancata concessione delle piazze alla Fondazione Girolamo Tripodi sottolineando i tratti salienti delle istanze prodotte culminate nella risposta del vicesindaco Giuseppe Politanò che, di fatto, ha stoppato le iniziative socio-culturali dei proponenti per via di date presumibilmente coincidenti con quelle dell’Estate culturale polistenese. “Si è arrecato un grave danno alla popolazione impedendo di godere di tre serate culturali a costo zero con l’esibizione di artisti di fama internazionale come il maestro Massimo Macrì peraltro originario di Polistena” ha proseguito il presidente Tripodi che ha parlato di “iniziativa boicottata, ostacolata con metodi arroganti e prepotenti e con motivazioni infondate”. Sta di fatto che “dal 20 al 23 luglio, il periodo da noi richiesto, non è prevista alcuna manifestazione né in piazza della Repubblica né presso il piazzale Trinità” ha chiarito Tripodi che ha parlato di comportamento ostruzionistico e oscurantista tendente a ledere la memoria del senatore Mommo Tripodi, per 31 anni sindaco della città. “Chiamarsi Tripodi non è garanzia di coerenza e capacità” ha poi aggiunto riferendo che “questo non può essere il metodo di governo della cosa pubblica” che rasenta “l’emergenza democratica”. Questione della quale è stato investito, come noto, anche il Prefetto col quale, si è appreso, la Fondazione ha affrontato anche più ampie tematiche inerenti la città. Tripodi ha poi informato di una lettera anonima recapitata a Lamberti Castronuovo in ragione della sua presa di posizione sulla questione, delle iniziative legali intraprese – attraverso un esposto con ben 9 allegati già presentato alla Procura della Repubblica di Palmi, come confermato dall’avvocato Aurelio Chizzoniti che ha parlato di “decisione oscena”– e che “la piazza mantenuta vuota è un attacco alla democrazia” condotta “dal personaggio” che “non può pensare di fare ciò che vuole con le piazze pubbliche”. Concetto ripreso dallo stesso editore Lamberti Castronuovo che ha chiarito che “il sindaco è un servitore dello Stato non il proprietario delle piazze perché questo è il tempo della democrazia culturale”. Di “oltraggio gravissimo alla memoria di un grande uomo politico” ha parlato Rocco Lentini, presidente dell’Istituto “Ugo Arcuri” mentre il senatore Fabio Auddino si è detto sconcertato “che i cittadini non abbiano potuto beneficiare di questa occasione culturale” ricordando il suo ideale passaggio di testimone con Mommo Tripodi ed il fatto che il sindaco di Polistena non abbia “mai voluto fare squadra” a livello istituzionale. Di “fatto increscioso” ha parlato l’ex dirigente dell’Itis Milano, Franco Mileto, che ha affondato il colpo chiarendo che sono mancati “rispetto ed amicizia” e che “a Polistena, da sempre stata palestra di confronto e tolleranza, dialogo ed incontro oggi si respira un clima oscurantista. Chi vive di politica deve avere padronanza del proprio linguaggio non scadere nell’isteria”. In conclusione, anche il professore Pasquale Amato, bollando l’accaduto come oltraggio ad un grande personaggio politico, ha spiegato che “la piazza è di tutti da tremila anni e non può arbitrariamente diventare proprietà di qualcuno”.