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Polistena Futura apre le porte della nuova sede

Attivato anche un sito internet con una sezione per le segnalazioni dei cittadini

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Un momento della presentazione

L’inaugurazione ufficiale della nuova sede in Via Grio dell’associazione politico-culturale Polistena Futura è stata l’occasione per un breve quanto significativo consuntivo dell’attività sin qui svolta e per tracciare la direttrice dell’azione politica delineando le iniziative che saranno prossimamente messe in campo dal gruppo. I saluti e i ringraziamenti portati dal presidente Gianfranco Scaramozzino sono stati l’introduzione alle riflessioni che hanno riguardato la nota vicenda giudiziaria che lo ha visto contrapposto, assieme al capogruppo Francesco Pisano, al sindaco: «Questo è un luogo presidio di democrazia – ha scandito Scaramozzino, parlando della necessità di una politica aperta a tutti ed inclusiva che possa dare contributi qualificati, portando esperienze, ascoltando e discutendo di problemi – per dare risposte alla città». Per Polistena Futura l’obiettivo è governare «vincendo le elezioni e facendo politica» ha proseguito sempre Scaramozzino – che ha anticipato la prossima iniziativa, prevista per il 29 giugno, con l’Associazione Coscioni e Marco Cappato – «e da parte nostra non ci sarà mai nessuna preclusione al dialogo». In una sala gremita dalla partecipazione di cittadini ed esponenti politici locali – presente, tra gli altri, il segretario cittadino del circolo del Pd, Marco Policaro e nel cui contesto, per contrappeso, è stata sottolineata l’assenza forzata del capogruppo di maggioranza di Rialzati Polistena Fabio Racobaldo, ufficialmente invitato – è stato anche presentato il nuovo sito dell’Associazione (www.polistenafutura.it) che conterrà, è stato spiegato, «un’apposita sezione dedicata ai cittadini per fare segnalazioni ed osservazioni sui problemi della città, in forma tutelata, perché ognuno è tenuto a dare il proprio contributo». Gli interventi di Rosaria Tropepe e Francesco Ientile hanno supportato il discorso del presidente con la prima che ha parlato di politica come “gioia e fermento” ed il secondo intenzionato a proporre PF come «filtro tra le istanze dei cittadini e l’Amministrazione comunale». Più circostanziato l’intervento di Giancarlo Cannata che ha ribadito come «negli ultimi 10 anni si sia smesso di fare politica a Polistena per non subire le ire del pensiero unico – atteso che, ha riferito – noi abbiamo riconosciuto chiaramente l’esito ed i ruoli attribuiti delle elezioni del 2021, non così l’attuale maggioranza». Le conclusioni, affidate a Francesco Pisano, non hanno mutato la rotta delle riflessioni sull’attuale stato delle cose: «Il nostro obiettivo – ha spiegato – è quello di dare un servizio ai cittadini e questa sede è un presidio di democrazia» offerto alla città per «creare un fermento culturale e politico assieme alle altre forze». Una stoccata, Pisano, l’ha riservata alle spese ed alle scelte compiute dall’attuale Amministrazione comunale con le risorse dei cittadini «unicamente indirizzate a consolidare il potere della stessa Amministrazione e di una sola persona, e questo non va bene, deve finire!». E poi, continuando, in un ragionamento che ha spaziato dai protettorati in sanità alla malapolitica, Pisano, ha stigmatizzato “l’antimafia di facciata” ribadendo che «sono i comportamenti che fanno la legalità». Infine la chiosa: «La nostra porta sarà sempre aperta a tutti per discutere di politica; abbiamo il dovere di guardare oltre Polistena se veramente vogliamo uno sviluppo uniforme del territorio». Lo spaccato, dunque, di una comunità, politicamente (o volutamente?) conflittuale nella quale alcune forze rappresentative stentano a trovare la via del dialogo – rigurgitandosi uno stillicidio continuo e continuato di accuse e avversione che divaricano la forbice di una possibile sinergica collaborazione – e dove la democrazia, intesa quale minimo comune denominatore partecipativo, rimane sottoposta, senza apparente soluzione di continuità, ad una ostinata, quanto sfibrante, sollecitazione che sembra irreversibile. Almeno sino al 2026.  

Una rappresentanza del gruppo di Polistena Futura (foto credit Giorgia Bombino)