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Pirandello protagonista al Teatro Gentile di Cittanova: Enrico Guarneri porta in scena “Il berretto a sonagli”

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Dopo il sold out e la standing ovation per Carlo Buccirosso con la commedia “Qualcosa è andato storto”, è tutto pronto
per il nuovo appuntamento in Cartellone della Rassegna teatrale di Cittanova.
Venerdì 13 febbraio il Teatro Gentile ospiterà il capolavoro di Luigi Pirandello “Il Berretto a sonagli” interpretato da
Enrico Guarneri e Nadia De Luca per la regia di Guglielmo Ferro.
Il Progetto della Rassegna Teatrale ha il patrocinio e il sostegno della Città Metropolitana di Reggio Calabria,
dell’Amministrazione Comunale di Cittanova e della BCC-Calabria Ulteriore.
IL BERRETTO A SONAGLI
Ciampa è Il berretto a sonagli. Un individuo complesso, legato alla sua reputazione e alle apparenze, tanto che uno dei temi
centrali della commedia è proprio il conflitto tra essere e apparire.
Nel contesto siciliano, Ciampa è vittima e artefice di una mentalità sociale intrisa di tradizione e onore. La “corda pazza”, un
concetto introdotto da Ciampa stesso, rappresenta quella parte irrazionale e selvaggia presente in ognuno di noi, che si
nasconde dietro le convenzioni sociali. Secondo Ciampa, ogni individuo ha tre corde nell’anima: la “corda seria” (quella della
ragione e della responsabilità), la “corda civile” (quella che ci permette di convivere in società) e la “corda pazza” (quella che
ci rende capaci di gesti estremi, irrazionali, quando non si riesce più a sopportare la pressione della vita sociale).
Pirandello, attraverso del protagonista e le sue teorie, riflette sulla natura umana, il concetto di identità e la crisi tra l’essere
autentico e l’apparenza pubblica. Questo rimanda a tematiche filosofiche profondamente siciliane, ma anche universali. La
società siciliana, con le sue radici nei pupi, nel teatro di marionette, riflette spesso le dinamiche dell’onore, dell’inganno e della
maschera, tematiche presenti anche in questa opera. I pupi siciliani rappresentano in modo simbolico la rigidità delle
convenzioni sociali, dove ognuno ha un ruolo da interpretare, un po’ come le maschere che Ciampa è costretto a indossare per
sopravvivere. I pupi, le marionette della tradizione siciliana, simboleggiano in Pirandello il modo in cui gli esseri umani sono
“manipolati” dalle convenzioni sociali. Gli uomini come i pupi, che agiscono secondo i fili mossi dal puparo (il burattinaio), e
che sembrano privi di una volontà propria, costretti a seguire copioni scritti dalla società. Questo rimanda al concetto
pirandelliano di maschera, dove ogni individuo è intrappolato in un ruolo che deve interpretare agli occhi degli altri,
sacrificando il proprio autentico essere in favore dell’apparire.
Le figure femminili in Pirandello hanno spesso ruoli complessi e ambivalenti, riflettendo le tensioni della società patriarcale
siciliana. La donna, nelle sue opere, è spesso intrappolata tra le aspettative sociali e il desiderio di una vita autentica.
In Il berretto a sonagli, Beatrice non sfugge a questa logica. Essa è l’incarnazione della moglie tradita che cerca giustizia e
verità, ma è anche vittima della stessa società che impone il silenzio e la sottomissione. Pirandello rappresenta la donna come
un elemento destabilizzante dell’ordine sociale. Spesso, nelle sue opere, le donne si ribellano, talvolta in modo inconsapevole,
alle rigide norme patriarcali. Questo crea conflitti tragici.
In Pirandello, le donne sono portatrici di una verità nascosta, di una profondità emotiva che mette in crisi l’apparenza e la
stabilità di un mondo regolato da leggi sociali maschili e formali.
Se Beatrice è un simbolo di ribellione contro il sistema delle maschere sociali, capace di portare alla luce la verità nascosta
sotto le apparenze, Ciampa è la perfetta incarnazione pirandelliana sulla tensione tra essere e apparire, una battaglia interna tra
la realtà intima dell’individuo e le aspettative sociali che lo costringono a recitare un ruolo. (Guglielmo Ferro)