Piana Ambiente: Romano (Cgil) risponde ad Anna Maria Stanganelli

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Valerio Romano
Valerio Romano

Riceviamo e pubblichiamo:

Valerio Romano

Come organizzazione sindacale, siamo fortemente preoccupati da tutta la vicenda di Piana Ambiente Spa. In più occasioni, abbiamo richiamato alla sensibilità ed alla responsabilità dei sindaci della piana, perché riteniamo che loro siano gli unici in grado di dare risposte concrete all’emergenza lavoro del nostro territorio.È pur vero che, il grido d’allarme che arriva dai lavoratori doveva essere lanciato non ai soli sindaci, che sicuramente hanno delle grandi responsabilità anche sul mancato controllo della società in termini di gestione, ma il richiamo andava fatto alla politica in senso più ampio.

Quella politica di destra, di centro e di sinistra, che non si deve ricordare dei lavoratori, delle famiglie e dei cittadini tutti, solo quando c’è una competizione elettorale alle porte, ma anche e soprattutto quando ci sono in gioco centinaia di posti di lavoro. La politica infatti deve essere rappresentanza dei bisogni e delle esigenze della gente, ed oggi invece è lontana anni luce dai problemi dei cittadini e dalle difficoltà che loro stessi vivono. Quella stessa politica che per come dimostrano le dichiarazioni della consigliera del Comune di Gioia Tauro, continua a nascondere la testa sotto la sabbia, interpretando in maniera distorta la visione della realtà ed imprudentemente addossa delle colpe e delle responsabiltà che sono assolutamente inopportune.

È evidente che siamo molto bravi nella nostra amata terra, a prendere carta e penna per scrivere e pontificare manifestazioni, voglia ed interessi che nell’atto pratico molto spesso non vengono mantenuti e tutto questo a discapito dei lavoratori. È triste inoltre, non vedere nemmeno l’ombra di un “personaggio” politico, durante tutti questi giorni di assemblea. Nemmeno di sfuggita una toccata e fuga, niente! Assolutamente il nulla! E pure tutti si ergono a profondi conoscitori della materia in questione, forse invece, non ci hanno capito molto e per questo tentano proposte blande e prive di fondamento. È molto bello vedere a parole il sostegno ai lavoratori, ma cosa avete fatto nella realtà? Quali azioni avete messo in campo, per migliorare le condizioni o per trovare soluzioni diverse? Assolutamente niente!

Per non parlare poi della Regione Calabria e del suo commissario per l’emergenza rifiuti. Di loro si son perse le tracce, forse troppo impegnati a non vedere oltre il proprio naso, per non accorgersi che il sistema dei rifiuti nella piana è al collasso. E purtroppo non solo nella piana. La sfiducia latente nelle istituzioni di cui la consigliera gioiese scrive nella propria lettera al Presidente della Iam, non nasce da un grido d’allarme o da una chiamata alla responsabilità, ma nasce da quelle azioni quotidiane a cui giorno dopo giorno, gli amministratori della cosa pubblica di maggioranza e di opposizione non riescono a dare risposta.

La sfiducia nelle istituzioni nasce dove le istituzioni non riescono a produrre adeguati strumenti, capaci di intensificare e rafforzare la propria azione. È doveroso pertanto specificare che la società Piana Ambiente Spa, vive delle sole risorse che riceve dal servizio effettuato presso i comuni, che quasi tutti sono in debito con la stessa società.

È evidente, che ancora una volta, la politica arriva tardi con l’appuntamento più importante: la salvaguardia dei posti di lavoro. È lo dimostra il fatto che, ancora oggi non si è capito che l’unico modo per uscire dall’empasse sarebbe quello di una trasformazione dell’azienda in totalmente pubblica. Un’azienda capace di diversificare la propria offerta ed in grado di dare importanti ricadute in termini di servizi e di occupazione. L’acquisto delle quote, è chiaramente un passaggio fondamentale ed è logico che se si vuole dare futuro e pensare di ottenere quel futuro un po’ più certo, lo si può fare solo con una trasformazione pubblica dell’azienda.

L’atto serio di responsabilità che i sindaci possono fare in questo momento oltre alla volontà di acquisto delle quote è sopratutto quello di cercare di garantire, ai lavoratori, una continuità lavorativa laddove dovesse venir meno il servizio con la stessa società, mediante l’articolo 6 del Ccnl Federambienti e mediante l’articolo 2112 del c.c. che se non altro darà la possibilità di progettare un futuro, per queste persone che nella maggior parte dei casi vivono sia loro che le loro famiglie di solo questo stipendio, come unica fonte di reddito.

Gioia Tauro, 02.03.2012

Valerio Romano
Segr. Gen. Filcams Cgil Piana di Gioia Tauro