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Passano dal Porto di Gioia le armi siriane. Monta la protesta

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cape rayGIOIA TAURO – Il ministro Lupi ha confermato ufficialmente che le il trasbordo delle armi chimiche provenienti dalla Siria avverrà nel porto di Gioia Tauro.

A rilanciare la notizia è la Tmnews che ha battuto pochi minuti fa questa agenzia: «Secondo fonti qualificate il trasbordo delle armi chimiche siriane in Italia avrà luogo al porto commerciale di Gioia Tauro».

All’interno dello scalo gioiese avverrà il trasbordo degli agenti chimici da un cargo proveniente dalla Siria alla nave americana Cape Ray, che dovrà procedere alla distruzione in mare aperto.

Il trasbordo dovrebbe avvenire da nave a nave, senza sbarcare in banchina e senza che il carico debba essere stoccato in depositi a terra. L’operazione non dovrebbe durare più di 48 ore.

L’operazione rientra nell’ambito della missione supervisionata dall’Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) finalizzata alla distruzione dell’arsenale chimico di Assad.

La notizia è stata accolta con allarme da gran parte del territorio. I sindaci di Gioia Tauro e San Ferdinando hanno espresso immediatamente la loro contrarietà e insieme al sindaco di Rosarno hanno convocato per le 16 una conferenza stampa.  Madafferi in particolare ha annunciato la possibilità di fare un’ordinanza per chiudere il porto. Il consigliere provinciale Longo ha chiesto al governo di trovare un’alternativa ritenendo sbagliata la scelta di Gioia Tauro.

Lucio Rodinò