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Palmi, teneva una minore segregata in casa: arrestato medico dell’Asp

La piccola potrebbe essere stata oggetto di compravendita in Bulgaria

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Il tribunale di Palmi
Il tribunale di Palmi

L’hanno trovata rannicchiata che non riusciva a parlare né a reggersi in piedi, in un ambiente malsano.

Indossava ancora il pannolino, nonostante avesse quattro anni, dei vestiti vecchi e sporchi ed i capelli annodati, in condizioni igieniche precarie.

È la storia triste di una minore costretta a vivere segregata in casa da una donna che alla Polizia, giunta in casa per arrestarla, ha detto di essere sua madre.

Chi sia la piccola e perché fosse in quella casa, è quanto la donna, un medico di Palmi in servizio all’Asp di Reggio Calabria  dovrà ora spiegare ai magistrati della Procura di Palmi, che nei suoi confronti hanno emesso il provvedimento di arresto ai domiciliari per maltrattamenti contro minori, falsa attestazione in concorso con il marito, un uomo di nazionalità bulgara al momento irreperibile.

Le indagini della polizia giudiziaria sono iniziate a febbraio dello scorso anno a seguito di una segnalazione giunta negli uffici della Procura, informata del fatto che insieme alla professionista indagata, vivesse una bambini di quattro anni, alla quale veniva negato di uscire.

Gli agenti di Polizia hanno potuto verificare che la bambina vivesse realmente in casa con la donna e con il coniuge.

Quando gli uomini della polizia sono arrivati nell’abitazione della donna, questa ha prima negato la presenza della piccola, e successivamente ha invece riferito che la bambina di cui gli agenti parlavano fosse la figlia naturale del compagno, al momento assente.

Su disposizione della Procura di Palmi, è stato effettuato un test genetico prelevando materiale organico dell’uomo di nazionalità bulgara, ma la comparazione dei profili genetici non ha dato esito positivo.

Le indagini hanno permesso di scoprire che non molto tempo fa la donna aveva fatto richiesta di adozione della bambina al Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria, ma il giudice aveva respinto tale richiesta perché il coniuge della donna si era rifiutato di sottoporsi all’esame del dna.

Il sospetto è che la piccola possa essere stata comprata, e ad avvalorare la tesi degli inquirenti ci sono alcuni movimenti di denaro anomali sui conti dei due coniugi.

La bambina è stata liberata dai poliziotti, che hanno informato i servizi sociali del Comune di Palmi; dopo il ricovero in ospedale a Polistena, nel reparto di pediatria, sarà portata in una struttura protetta.

Dei fatti sono state informate l’Ambasciata bulgara in Italia e quella italiana in Bulgaria.